PIL D’INFELICITÀ
Non sappiamo se questi patrioti abbiano a cuore l’importanza del leggere, anche in prossimità dell’avvento natalizio, dove pure le strenne dovrebbero campeggiare sotto l’albero d’ognuno, ma se dovessero avere, come peraltro sospettiamo, poca bravura nella titolistica dei libri e magari anche subire la legge da contrappasso dantesco allora la SVIMEZ gli risolverebbe benissimo il problema della scelta facendogli sciroppare ben 470 pagine d’infelicità.
Infelicità, sia chiaro, a cui loro stessi hanno dato un contributo, per così dire triste quanto vicino al peggio. Già perché al di là dei loro sorrisetti propagandistici molti dei quali fuori dalla grazia di Dio e naturalmente dalla realtà che dipingono, il rapporto 2025 sullo stato dell’economia e della società del Mezzogiorno pare una specie di vangelo d’infelicità che inchioda implacabilmente le loro responsabilità ad un giudizio severo d’incapacità.
Prendiamo ad esempio il PIL dove, tanto per parlare di cifre, tra il 2021-2024 la povera Basilicata è stata la Regione più scarsa d’Italia, grazie anche al -14,1 segnato dall’industria e su cui l’assessore Francesco Cupparo dovrebbe quantomeno arrossire.
Cantano i Subsonica:“Un vangelo d’infelicità, sul tuo sorriso spaccato…”

