Voglio morire! Il Quotidiano della Procura alias Quotidiano del Sud della Dodaro family fa dire a Chiorazzo che Bardi ha partecipato alla spartizione.
Per la serie intramontabili facce di bronzo.
Dimenticavo… la dr.ssa Dodaro (magistrato della Corte dei conti) moglie di Posteraro è la gentildonna che voleva farla pagare cara a “quel ricchione” (parole sue) del presidente della Regione Calabria.
Giorni fa ho inviato un esposto alla Corte dei Conti per chiedere se sia opportuna la permanenza a Potenza della Dodaro. Perché? Pofferbacco!!!
Ma a Potenza c’è una sede del quotidiano di famiglia e stranamente questo quotidiano anticipa con puntualità disarmante le inchieste della Corte dei Conti che casualmente ha messo nel mirino la giunta Bardi.
È proprio il caso di dirlo…i conti non tornano o forse tornano fin troppo e siamo alle solite».
Parole e musica di Maurizio Bolognetti, leader dei radicali lucani, da sempre impegnato in prima persona nelle battaglie di civiltà giuridica in Basilicata.
Non è accusabile di interessi personali nella sua azione politica non avendone mai ricavato alcun beneficio.
LA SORELLA DI CESARE
Da un po’di tempo a questa parte il leader di radicali lucani, da oltre 30 giorni impegnato in una azione non violenta che in queste ore lo vede in sciopero della sete, sta squarciando il triste velo di silenzio che copre uno strano e fin troppo evidente potenziale conflitto di interessi che c’è nella magistratura contabile in Basilicata.
Alla Corte dei Conti, infatti, dopo essersene dovuta andare dalla sua Calabria, è stata mandata un magistrato che si chiama Dodaro. Stesso cognome dell’editore de “Il Quotidiano”.
Non è un caso di omonimia, la dottoressa Dodaro è la sorella del proprietario del Quotidiano, già nel CdA del giornale e moglie del famigerato Posteraro oggi collaboratore e in passato Presidente del giornale di famiglia.
Da quando la sorella dell’editore del Quotidiano esercita le sue funzioni giurisdizionali in Basilicata, il giornale edito dal fratello e dall’altra sorella puntualmente pubblica in anticipo le notizie che riguardano la Corte dei Conti.
Sicuramente è un caso che il quotidiano di proprietà dei Dodaro sia in grado di avere in anticipo le notizie che riguardano la Corte dei Conti nella quale opera la dottoressa Dodaro.
Ultimo caso è stato quello della relazione alla parifica del bilancio regionale, relazione che il Quotidiano di famiglia ha pubblicato il giorno prima che i giudici contabili tenessero l’udienza (vedi foto in pagina).
Relazione che è stata poi letta in udienza dai giudici contabili non senza imbarazzo, atteso che il giorno prima il Quotidiano della famiglia della giudice della Corte dei Conti di Basilicata aveva pubblicato “in esclusiva”.
Chi siamo noi per credere che le due cose siano collegate? Ci chiediamo, però, se quello che i gli antichi romani pretendevano per la moglie di Cesare debba valere anche per il germano di Dodaro.
Ci chiediamo, cioè, se non debba non solo essere ma anche apparire casta. Certo è che in questa sistematica circolazione di notizie in anteprima verso il giornale del fratello la purezza inizia un poco a vacillare.
UNA CORTE DEI CONTI ALL’OPPOSIZIONE
La Corte dei Conti, come è noto, svolge una attività importantissima a favore della regolarità della spesa pubblica.
È l’organo giurisdizionale che si preoccupa di verificare che le pubbliche amministrazioni spendano bene i denari dell’erario. Nella sua funzione bacchetta, giudica, critica o approva le azioni delle pubbliche amministrazioni.
La sua credibilità deve essere assoluta. Può, allora, essere credibile un collegio giudicante che al suo interno ha un magistrato che è la sorella di un editore che ha deciso di mettere il suo giornale al servizio dell’opposizione?
Dal giornale della famiglia di chi deve giudicare l’azione del Governo Regionale ci si aspetta che tenga un profilo istituzionale e non partigiano e fazioso.

