«LA CULTURA INVESTIMENTO PER IL FUTURO»Il presidente Bardi all’ultima tappa de “Gli Stati Generali della Cultura 2025” promossa da “Il Sole 24 Ore”

È Casa Cava nei Sassi di Matera ad ospitare l’ultima delle 5 tappe dell’edizione 2025 degli Stati Generali della Cultura. Dopo un anno di confronto e riflessione sui territori, gli Stati Generali della Cultura 2025 giungono alla loro tappa conclusiva nella Città dei Sassi, simbolo di rinascita e innovazione culturale, prossima Capitale Mediterranea del- la Cultura e del Dialogo, titolo che nel 2026 condividerà con il centro marocchino di Tétouan.

L’appuntamento di ieri ha rappresentato il momento culminante di un percorso che ha posto al centro il ruolo strategico della cultura come motore di sviluppo, coesione e diplomazia.

Una giornata di dialogo e visione, che ha riunito istituzioni italiane e internazionali, esponenti del mondo accademico, amministratori, economisti e protagonisti della cultura per tracciare le nuove geografie euro-mediterranee e riflettere sulle città del futuro come laboratori di innovazione, creatività e welfare culturale.

Attraverso voci autorevoli e racconti d’autore sono state esplorate le sfide e le opportunità che la cultura offre in termini di cooperazione internazionale, identità condivisa e sviluppo sostenibile dei territori.

Un evento promosso da Il Sole 24 Ore insieme al Comune di Matera e alla Fondazione Matera Basilicata 2019, aperto alla partecipazione in presenza e online, per continuare a costruire insieme la grande bellezza dello sviluppo culturale italiano.

Abbonamento basket Matera La giornata è stata moderata da Stefano Salis giornalista del Sole 24 Ore e caporedattore del Sole 24 Ore – Domenica e da Serafino Paternoster, giornalista e fondatore di EcocNews.com.

Presenti tra gli altri le istituzioni regionali e locali oltre ad esponenti del mondo dell’associazionismo e della cultura.

«La cultura è passata dall’essere un fattore identitario a diventare un fattore competitivo»: lo ha detto il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. In un intervento dal forte taglio programmatico, Bardi ha delineato la visione della Regione, che punta a trasformare il patrimonio storico e artistico in un vero e proprio motore di crescita economica e sociale.

Il Presidente ha posto l’accento sulla centralità di Matera in vista del 2026, anno in cui la città sarà Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo insieme a Tétouan (Marocco).

«Questo riconoscimento ci pone al centro di una rete di relazioni, scambi e visioni comuni», ha affermato Bardi, sottolineando come la cultura sia il «linguaggio universale che unisce, rigenera e rende possibile uno sviluppo sostenibile e condiviso».

Il presidente ha ribadito che «investire nella cultura significa investire nel futuro» e creare opportunità per i giovani, attirando energie e talenti.

Durante il suo intervento Bardi ha illustrato gli impegni finanziari concreti assunti dalla Giunta, inclusi gli importanti stanziamenti previsti nell’aggiornamento del Piano strategico regionale e nell’assestamento di bilancio per rafforzare l’infrastruttura culturale lucana.

Un esempio concreto è il salvataggio e la messa in sicurezza della Biblioteca Provinciale “Tommaso Stigliani” di Matera. Un riferimento è stato fatto anche al progetto strategico “Fantastico Medioevo” (che sta interessando l’area del Vulture – Alto Bradano) «che sarà replicato – ha detto Bardi – per altri filoni tematici, come la valorizzazione della Magna Grecia sulla costa Jonica».

«La Basilicata – ha concluso Bardi – vuole essere una regione che produce cultura. Che la produce come valore economico, come impresa, come industria, riaffermando la vocazione della regione a essere un laboratorio di creatività e di dialogo».

Antonio Nicoletti, sindaco di Matera ha affermato: «Gli Stati Generali della Cultura sono un importante momento di riflessione e confronto sul ruolo delle città nello scenario internazionale.

Matera, forte della sua storia millenaria e dell’esperienza di capitale europea della cultura, continua a operare come ponte tra civiltà diverse, favorendo scambi culturali e collaborazioni con realtà di tutto il mondo.

È con questo spirito che ci proiettiamo all’appunta- mento del 2026, che vedrà Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, un riconoscimento che conferma la vocazione di una città che vuole essere leader e riferimento internazionale per chi si occupa di sviluppo culturale, innovazione, sostenibilità.

Il titolo conferitoci dall’Unione per il Mediterraneo è un’opportunità per il Mezzogiorno e per l’Italia, diventata in questi anni sempre più autorevole nella geografia Euromediterranea, anche e soprattutto grazie all’impegno del Governo Meloni».

Tra le misure previste per sostenere «Matera capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026 c’è un emendamento da 23 milioni di euro alla Manovra, presentato dal senatore Claudio Lotito, ancora al vaglio.

Sappiamo che 23 milioni è una cifra ingente, speriamo comunque di poter ottenere delle risorse dalla manovra, altrimenti dovrebbe venirci in soccorso il ministero della Cultura».

Il direttore de Il Sole 24 Ore Fabio Tamburini ha dichiarato: «Di recente l’Unione Europea ha lanciato il progetto relativo a un network sulla cultura mediterranea che coinvolga formazione ed università dei Paesi che si affacciano su questo straordinario mare.

Matera è crocevia di tutto questo e auspico che il 2026 sia l’anno per poter fare i primi passi in questa direzione, oltre ad unire tutti i popoli.

La cultura ha due caratteristiche: la prima è che rappresenta lo strumento migliore contro le guerre che attraversano il mondo; la seconda è che costituisce uno straordinario volano di sviluppo per l’economia e per l’Italia la cultura è una miniera d’oro».

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