ADDIO A DON ANTONIO MELIANTEL’Arcivescovo Carbonaro annuncia con commozione la scomparsa del sacerdote, ricordato per la sua mitezza e generosità

ADDIO A DON ANTONIO MELIANTE

Con profonda commozione e con il cuore sospeso tra il dolore terreno e la speranza cristiana della Risurrezione», l’Arcivescovo Metropolita Mons. Davide Carbonaro, insieme ai genitori, alla sorella e all’intero presbiterio dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, ha reso noto che il «Signore ha chiamato alla liturgia del cielo il carissimo don Antonio Meliante».

Sacerdote stimato e profondamente amato dalle comunità che ha servito, don Antonio viene ricordato come un pastore zelante, un uomo mite e generoso, capace di accompagnare con discrezione e forza evangelica le vite di tanti fedeli.

«Nell’assicurare il suffragio per la sua anima benedetta e immortale – scrive l’Arcidiocesi – lo affidiamo al ricordo di quanti qui in terra lo hanno conosciuto». Le modalità e l’orario della celebrazione esequiale saranno comunicati non appena possibile.

La notizia della morte di don Antonio giunge al termine di settimane segnate da preoccupazione e preghiera.

Il sacerdote, parroco di Pantano di Pignola e di Arioso ad Abriola, era infatti rimasto gravemente ustionato nel terribile incidente avvenuto il 26 agosto sulla statale Tito-Brienza.

Il violento impatto tra il furgone su cui viaggiava con sette persone a bordo e un auto aveva provocato l’incendio del veicolo del sacerdote. Solo il coraggio e la prontezza di alcuni automobilisti di passaggio avevano permesso di estrarlo ancora in vita dalle fiamme.

Trasferito al Centro Grandi Ustionati del Policlinico di Bari, don Antonio aveva affrontato un delicato intervento chirurgico e un lungo percorso terapeutico, seguito costantemente dai medici con estrema cautela.

La morte di don Antonio lascia un vuoto profondo nelle comunità di Pignola e Abriola, che da anni vedevano in lui un punto di riferimento umano e spirituale.

Parroco presente, semplice e vicino ai più fragili, don Antonio aveva saputo costruire legami autentici, intrecciando le sue giornate con le storie della sua gente.

In questo periodo, le due comunità avevano circondato il loro sacerdote con un abbraccio collettivo fatto di preghiere, iniziative e messaggi di vicinanza.

Oggi quello stesso affetto si trasforma in cordoglio, nella certezza che la vita di don Antonio continuerà a portare frutto nella memoria di chi lo ha conosciuto.

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