AZIONE NONVIOLENTABolognetti: «Da domani sciopero della sete»

AZIONE NONVIOLENTA

Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani, annuncia che dalle 23.59 di giovedì 4 dicembre passerà dallo sciopero della fame allo sciopero della sete.

Lo fa con una lunga lettera aperta indirizzata alle istituzioni sanitarie regionali e, simbolicamente, a chiunque voglia ascoltare la sua denuncia sullo stato dell’informazione pubblica.

«Le questioni che pongo sono questioni di diritto e diritti umani» scrive, definendo la sua scelta «necessaria e irrevocabile» in un contesto che considera segnato da una progressiva erosione del pluralismo.

Bolognetti parla di una «palude di antidemocrazia e anti–stato di diritto» e individua nella Rai il principale responsabile di una gestione dell’informazione «censoria e arbitraria».

Ricorda di essere stato definito «complice di un genocidio» da un giornalista di Rainews senza possibilità di replica e denuncia commenti violenti ricevuti sui social, fino all’augurio di essere impiccato.

Contesta inoltre la rimozione dei suoi interventi e di quelli del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, dell’esponente di Fdi Cosimo Latronico e del portavoce di Forza Italia, onorevole Nevi.

«Fantasmi nella nebbia di una democrazia senza democrazia» afferma.

Nel mirino anche la Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, accusata di non aver fornito risposte nonostante venti giorni di sollecitazioni.

«Sono in vacanza da una vita» scrive con ironia, rivolgendo- si alla presidente Barbara Floridia e denunciando un silenzio che definisce «di inaudita violenza».

A suo avviso, il servizio pubblico sarebbe impegnato a «garantire lo status quo» impedendo la diffusione di posizioni non allineate e ignorando perfino il manifesto–appello dei Radicali Lucani a favore della riforma dell’ordinamento giudiziario e della separazione delle carriere.

La decisione di avviare lo sciopero della sete arriva al culmine di questo quadro. «In assenza di novità, nutrirò il mio dialogo attraverso lo sciopero della sete» annuncia, precisando che prima parteciperà a un incontro a Moliterno sulla riforma dell’ordinamento giudiziario.

Rivolgendosi a chi «ha assassinato perfino la nonviolenza», Bolognetti usa parole durissime e richiama Tacito, definendo «predoni del mondo» coloro che esercitano il potere informativo in modo selettivo.

La sua conclusione è un appello alla resistenza civile: «L’importante è che la morte ci trovi vivi», citazione di Marcello Marchesi che diventa la sintesi di una battaglia che Bolognetti considera cruciale per la difesa del diritto alla conoscenza.

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