DICEMBRE LUCANO: TRA IRONIA E VERITÀIl mese delle luminarie e dei mercatini, ma anche delle difficoltà e delle piccole gioie quotidiane

Oggi siamo entrati nell’ultimo mese dell’anno. Dicembre.

Il mese più ipocrita, lo sentiamo dire ogni anno, eppure ci caschiamo tutti. Dicembre è il mese in cui, magicamente, tutti diventano buoni, tutti sorridono, tutti si ricordano di esistere e di essere parte di una comunità.

È il mese dei santi, del Natale, dell’ultimo dell’anno, delle feste, dei cenoni, dei regali obbligatori e dei buoni propositi che raramente sopravvivono oltre il 2 gennaio. Sembra che la bontà umana regni sovrana per tutti e trentuno i giorni. Ma chi vive davvero in Lucania sa che la realtà è leggermente diversa. Dicembre lucano ha un sapore unico, e a volte sorprendentemente ironico.

Le città e i paesi si trasformano: luminarie spuntano ovunque come funghi dopo la pioggia, alberi artificiali che sembrano usciti da cataloghi di design più che dal cuore della comunità, mercatini improvvisati che cercano di imitare quelli delle capitali europee e profumo di vin brulé che tenta, inutilmente, di coprire odori più terreni: smog, sporcizia, foglie umide, un cane che abbaia in lontananza, e la solita coda di auto davanti alla farmacia.

Il tutto mescolato al caos quotidiano: buche pericolose lungo le strade, scale mobili che funzionano a intermittenza come lampadine in crisi, parcheggi che più che posti di sosta sembrano percorsi ad ostacoli per acrobati improvvisati e una rotatoria che sembra progettata per mettere alla prova la pazienza dei più temerari.

Dicembre lucano è anche il mese dei mercatini. Piccoli artigiani che cercano di sopravvivere, famiglie che si affannano tra regali, cibo e cenoni, commercianti che sperano di recuperare almeno una parte della stagione, turisti occasionali che si fermano a curiosare, cittadini distratti che sembrano partecipare a una recita più che a una celebrazione sincera.

File alle casse, auto parcheggiate dove capita, discussioni tra automobilisti nervosi, freddo pungente e quell’aria di festa che sembra più teatro che genuina celebrazione. Eppure, non tutto è teatro. Dicembre lucano ha anche il suo fascino nascosto.

Nei vicoli illuminati a sprazzi, tra bancarelle e profumo di dolci, si intravedono momenti autentici: un sorriso sincero, un gesto di gentilezza, un bambino che corre tra le luci senza curarsi del freddo, una nonna che regala un pezzo di torrone a un passante, un gruppo di ragazzi che condivide un panino improvvisato con chi non può permettersi un pasto caldo.

Piccole verità che ricordano che, nonostante le contraddizioni, la vita continua, la comunità esiste e le persone possono ancora trovare gioia reale. Poi c’è la bontà apparente.

Politici locali che improvvisamente ricordano di esistere, inaugurazioni di luminarie, pacchi dono simbolici, eventi celebrativi. Ma sotto la superficie, la politica lucana resta quella di sempre: distante dai problemi reali dei cittadini, vicina a protocolli, consuetudini e poteri forti.

Le promesse di dicembre hanno la durata delle luminarie: splendono per un momento e poi si spengono, lasciando dietro di sé la realtà quotidiana, fatta di buche, scale mobili rotte e parcheggi inesistenti.

Dicembre lucano è anche contraddizione. Tra la voglia di festa e la dura realtà quotidiana, tra la generosità apparente e la routine che non si ferma, tra luci artificiali e strade reali.

È un mese in cui si celebra la speranza, ma con gli occhi aperti. Gli abitanti sanno bene che le difficoltà restano: i parcheggi scarseggiano, il traffico impazzisce, il Natale è più un obbligo sociale che una gioia autentica.

Eppure, tutti partecipano alla recita: lucani che sopportano le code, che trovano pazienza in mezzo al caos, che provano a sorridere anche quando il panettone costa come un pasto per due persone, quando le strade principali sembrano ostacoli a ostacoli, quando il gelo invita a restare a casa e i negozianti contano ogni cliente come oro.

E poi ci sono le case. Quelle che improvvisamente si trasformano in teatri di festa: addobbi, alberi, luci, candele profumate, ghirlande in equilibrio tra balconi e davanzali.

Famiglie che si mostrano perfette, padri che cucinano, figli che aiutano, fratelli che si ricordano di esistere, nonni che raccontano storie come se fosse il primo Natale di sempre.

Tutto concentrato in trenta giorni, perché novembre e gennaio tornano grigi, silenziosi e indifferenti, e la routine riprende il sopravvento. Ed ecco il paradosso: dicembre è recita, sì, ma è anche il momento in cui i lucani ricordano la forza della comunità, la bellezza della famiglia e della condivisione.

Il bello di dicembre lucano è che, nonostante tutto, qualcosa rimane autentico. Piccoli gesti di generosità, sorrisi spontanei, momenti di condivisione che non si possono programmare.

Commercianti che resistono, aprono le loro attività con la speranza che dicembre salvi almeno un po’ della stagione; cittadini che si concedono un sorriso e una pausa dal cinismo quotidiano; amici che si ritrovano davanti a un caffè bollente in piazza, chiacchierando del più e del meno. In quei momenti, la Lucania mostra la sua vera faccia: resiliente, viva, capace di sorprendere. E allora, quale è la vera faccia del dicembre lucano?

È una commedia, un’opera teatrale in trenta atti quotidiani, dove tutti recitano una parte, ma c’è anche un filo sottile di verità. La città, i cittadini, le famiglie, i commercianti, le piccole comunità: tutto vive, resiste, prova a sorridere.

E se guardiamo con attenzione, tra ironia e sarcasmo, vediamo anche possibilità di miglioramento: la realtà lucana non è immutabile, è solo paziente e testarda. Dicembre lucano è il mese delle luci, dei rumori, del caos e dei sorrisi forzati, ma anche della speranza, della bellezza e della comunità.

È il mese che ci ricorda che, se vogliamo, anche nelle contraddizioni possiamo trovare autenticità.

È il mese che ci invita a guardare oltre le luminarie, oltre le promesse, oltre i cenoni: a guardare la città e le persone, e a chiedersi cosa si potrebbe fare davvero, se solo si smettesse di recitare e si cominciasse a vivere con più coraggio.

E allora, mentre dicembre ci avvolge con la sua ipocrisia luminosa e il suo consumismo obbligatorio, possiamo concederci un sorriso ironico e un pensiero positivo: sì, tutto è caotico, ipocrita e apparente, ma possiamo imparare da questo teatro, possiamo trovare momenti di autentica gioia, possiamo costruire piccole vittorie quotidiane.

I lucani lo fanno ogni giorno, e dicembre lo ricorda con un po’ di luce in più, un po’ di calore e tanta, tanta ironia. Dicembre lucano non è solo ipocrisia: è anche opportunità.

Opportunità di riflettere, ridere, condividere, riconoscere ciò che funziona e ciò che deve cambiare. È il mese che ci dice che possiamo fare meglio, che la comunità esiste, che la bellezza è possibile anche tra difficoltà e contraddizioni.

È il mese che ci insegna che il teatro della festa è reale solo se siamo capaci di parteciparvi con autenticità, ironia e uno sguardo critico.

E allora brindiamo a dicembre lucano: alle luminarie, ai mercatini, ai sorrisi veri e falsi, ai commercianti che resistono, alle famiglie che fingono, ai bambini che corrono liberi per le piazze gelide.

Brindiamo alla bellezza nascosta tra le contraddizioni, alla resilienza, all’umorismo lucano. Dicembre ci mostra ciò che potrebbe essere, ci fa ridere, ci fa pensare, ci ricorda che, anche nella recita più artificiale, la vita vera continua.

E quando gennaio tornerà, con le sue luci spente, le strade silenziose e la routine ripristinata, ricordiamoci di dicembre: non come un momento di ipocrisia totale, ma come un invito a guardare la nostra città, la nostra comunità e noi stessi con occhi più aperti, più critici, più ironici…e, perché no, un po’ più speranzosi.

Appuntamento al prossimo dicembre lucano, con nuove luminarie, nuovi mercatini, nuove contraddizioni, nuovi sorrisi e nuove occasioni di ironia. Ma sempre con la stessa lezione: tra ipocrisia apparente e momenti autentici, la Lucania sa essere viva, resiliente e sorprendentemente vera.

Dino Quaratino

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
error: Contentuti protetti