RAPPORTO SVIMEZ
«La politica di coesione deve dare continuità al percorso virtuoso avviato con il Pnrr», afferma Luca Braia commentando il rapporto Svimez 2025, presentato dal direttore Luca Bianchi.
Per l’esponente di Italia Viva l’indicazione è netta: «Occorrono scelte coraggiose per affrontare i paradossi del Mezzogiorno, a partire dalla fuga dei giovani laureati, che ogni anno vede 106000 partenze verso l’estero e 40000 trasferimenti dal Sud al Centro Nord».Secondo Braia, i segnali positivi sul fronte occupazionale non sono sufficienti.
«Nonostante una crescita del 5 per cento al Centro Nord e dell’8 per cento nel Mezzogiorno, non riusciamo a trattenere i ragazzi sino ai venticinque anni», osserva.
La situazione lucana è ancora più allarmante: «In Basilicata abbiamo perso circa 4000 laureati in cinque anni e, entro il 2050, rischiamo un crollo demografico del 22,5 per cento, con oltre 5000 giovani sotto i diciotto anni in meno».
Per l’ex consigliere regionale la risposta passa da una nuova strategia.
«Il lavoro giovanile, i servizi alle famiglie e le politiche abitative legate alla rigenerazione urbana devono diventare centrali.
È lì che vanno concentrate le risorse economiche disponibili».
Braia denuncia anche il ritardo nell’utilizzo della zona economica speciale. «Siamo la regione con meno investimenti sulla zes, appena venticinque, mentre altrove rappresenta un incentivo potente.
Con infrastrutture insufficienti e un costo dell’energia uguale o superiore ad altre regioni, servono sistemi incentivanti più efficaci».La ricetta include una riforma della governance dei settori strategici.
«Acqua, foreste, energia, turismo, agricoltura e spazio richiedono scelte lungimiranti, insieme a investimenti nazionali in insediamenti industriali, agroindustriali e produttivi», conclude.
«Solo rafforzando le filiere potremo generare economia e lavoro stabile per la Basilicata e per l’intero Sud».

