L’elezione del Presidente del Consiglio Comunale di Matera ha sempre più le sembianze di un rompicapo nel quale si intersecano tra di loro aspetti giuridici, aspetti politici, tatticismi e tecnicismi assembleari. Formalmente la posizione della maggioranza è chiara ed è anche più che legittima: la Presidenza del Consiglio spetta a Fratel-i d’Italia che la rivendica per Augusto Toto.
Siamo pienamente convinti non solo della legittimità politica della richiesta della maggioranza ma anche della qualità del nome indicato che ha mostrato di avere sia il consenso che la capacità.
La legittimità della posizione, però, si sta scontrando con la rigidità del regolamento o, meglio, con l’interpretazione molto rigida che il segretario comunale sta fornendo.
IL QUORUM IRRAGGIUNGIBILE
L’art. 12 dello Statuto del Comune di Matera testualmente dice che “il Presidente e i due Vice Presidenti sono eletti a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati.
Se dopo due scrutini nessun candidato ottiene la maggioranza prevista, si procede ad una successiva votazione, da tenersi entro i successivi dieci giorni, per la cui validità è ancora richiesta la maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati.
Se nessun candidato raggiunge la maggioranza indicata si procede, nella stessa seduta, alla elezione di entrambi con un’unica votazione, a scrutinio segreto e con voto limitato ad un solo nominativo”.
Secondo l’interpretazione fornita dagli uffici del Comune per potersi svolgere la terza votazione è necessario che ci sia una maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati, la lettera della norma parla di validità e l’ermeneutica ne fa discendere che si tratta di numero legale.
La terza votazione, in queste condizioni, sembra essere uno scoglio insormontabile.
La maggioranza non ha i due terzi dei consiglieri comunali e l’opposizione si alza dalla sala e non fa raggiungere il numero per l’elezione. In questo modo non si passa mai alla quarta votazione nella quale la maggioranza avrebbe i numeri per eleggersi da sola il Presidente del Consiglio Comunale.
In pratica lo Statuto consente all’opposizione di mettere un muro regolamentare per impedire il voto a maggioranza.
LE TRATTATIVE IN CORSO
Come abbiamo detto all’inizio la posizione ufficiale della maggioranza è la candidatura unica di Augusto Toto.
Fratelli d’Italia ha rinunciato ad indicare Quarto come candidato Sindaco, ha fatto una lunga serie di passi di lato nell’organizzazione della giunta, ora rivendica la Presidenza del Consiglio.
La maggioranza vuole dargliela. Questo, però, non può essere un feticcio né un ostacolo insormontabile.
Antonio Nicoletti è uomo di grandi trattative, è riuscito a mediare e a conquistare una maggioranza in Consiglio Comunale, certamente ha le doti sufficienti per poter lavorare ad una soluzione di mediazione.
I bene informati dicono che ci sarebbe una discussione tra le forze politiche per portare Nunzia Antezza allo scranno più alto del Consiglio Comunale. Una soluzione che allargherebbe ulteriormente la maggioranza, amplierebbe la base politica del Sindaco e consentirebbe l’avvio della legislatura.
Sarebbe una soluzione interna alla famiglia Braia, farebbe contento Marcello Pittella che, a questo punto, avrebbe dimostrato per l’ennesima volta di essere capace di fare politica in qualsiasi situazione ed in qualsiasi contesto in Basilicata e consentirebbe a Nicoletti di uscire vincitor anche in questa situazione.
Ovviamente non mancherebbero i problemi. In primis questa soluzione, per poter essere praticata, abbisogna del consenso di Fratelli d’Italia e in particolare di Augusto Toto che dovrebbe accettare di rimanere senza nessun incarico per l’inizio della legislatura.
Inoltre, potrebbe aprire anche scenari inediti nella gestione del Consiglio e della Giunta Regionale.
Marcello Pittella, con la candidatura del fedelissimo Roberto Cifarelli, ha cercato di dimostrare non solo che senza di lui non si vince ma anche che dove va lui si vince.
L’operazione non è riuscita per tutta una serie di circostanze che vanno dalla caotica linea di azione di Cifarelli soprattutto al secondo turno, alla grande capacità di penetrazione di Antonio Nicoletti.
Se dovesse riuscire a portare a compimento la strategia di elezione di Antezza, Marcello Pittella dimostrerebbe di essere un asso della politica, interprete autentico delle mosse che muovono gli uomini e le idee.
Una vittoria di questo calibro non potrebbe non avere una serie di importanti rinculi anche negli equilibri della politica regionale. È antapolitica? Forse. La fantapolitica, però, non è mai soltanto fantasia.
Massimo Dellapenna

