LA BASILICATA AL CONTRARIO

Fosse stato per il nostro buon amico Luigi Modrone, Roberto Vannacci, dalla Lega con furore, avrebbe preso casa qui e magari scritto pure sulla Basilicata al contrario, tanto per declinare al regionale un suo fortunato best seller che ha guardato il mondo come forse nessuno ha avuto il coraggio di farlo.

Ora non perché la nostra regione dovesse vivere fuori dal mondo in chiave antiquaria e nemmeno fare la riserva indiana davanti all’impazzimento della scena mondiale e delle sue parole capovolte, ma vivaddio neanche essere un pessimo modello d’Italia dove l’ordinario si veste da surreale ed il buon senso si rovescia troppo facilmente nel suo opposto.

Così tanto per fare degli esempi tipologici e buttarla proprio sul dilagare del contrario c’è il munito di cacciavite che riga iconograficamente una macchina e poi fa la vittima d’intimidazioni confezionate o c’è il collaborazionista che aizza il centrosinistra contro il povero governatore e poi scopre d’essere addirittura assessore o dulcis in fundo c’è il serafico consigliere che pontifica su sanità e welfare e poi salta fuori che è interessato di persona come un pasticciere goloso ronza attorno al suo dolce preferito.

Canta Enea:“Tutto al contrario…”

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