Sappiamo che le statistiche di cui siamo pure innamorati oltre ragionevole misura, anche per legittimare l’onestà dei giudizi, hanno una loro bellezza implacabile nel senso che dovrebbero aiutare quantomeno a capire se le cose sono cambiate in meglio o in peggio.
Una valutazione, per così dire, semplice ed oggettiva che invece viene triturata nella propaganda facile del “tutto va bene” o del “tutto va male” che centrodestra e sinistra si contendono secondo il gioco non molto onorevole delle loro convenienze di bottega politica.
Ora senza dare lezioni a nessuno vorremo però dire che magari è arrivato il tempo di cambiare lo sguardo e di buttarla meno in caciara e più facilmente sul merito perché i report dovrebbero servire tanto alla maggioranza per decidere meglio e più velocemente quanto all’opposizione per essere meno piccina nelle esagerazioni.
Così, manco fossimo la reincarnazione di Nostradamus per le nostre profezie, sarebbe il caso che patrioti ed anime belle anziché sfidarsi a duello sulla fuffa si leggessero il Think Tank Welfare Italia di Unipol ed Ambrosetti in cui risulta che sulla spesa sociale la Basilicata ha fatto peggio del 2024, scendendo fino al ventesimo posto.
Canta Izi:“Facciamo venti…”
