È stato tagliato ieri pomeriggio il nastro inaugurale del “centro antiviolenza e casa rifugio Elisa Claps” a Palazzo San Gervasio, in Via Calabria 1.
Un appuntamento importante per la comunità e non solo, in un momento storico in cui sul finire di quest’anno annoveriamo circa 78 casi di femminicidio, e 111 nello scorso 2024.
Un luogo importante dedicato ad una donna che la Basilicata e l’Italia non dimenticano, la giovane Elisa Claps, studentessa uccisa a soli 16 anni, nel fiore della sua giovinezza, divenuta simbolo della cronaca nera da quel 1993.
Da ieri invece le donne hanno un nuovo punto di riferimento -la seconda struttura di questo tipo nella provincia di Potenza dove un immobile confiscato alla mafia, assegnato e trasferito al patrimonio indisponibile del Comune, è nato a nuova vita, ricreato grazie al PON “Legalità” – Asse 3, volto al recupero dei beni confiscati alle mafie per finalità sociali.
Un progetto nato con l’allora sindaco Michele Mastro, oggi Assessore e portato a compimento con l’attuale Primo cittadino Luca festino, grazie ad un filo diretto d’impegno mai spezzato.
«Il grande lavoro, iniziato con l’Amministrazione Mastro – spiega il Sindaco Festino oggi- raggiunge l’agognato traguardo dell’apertura.
Un lavoro che ha visto tanti protagonisti che ringrazio con grande trasporto: il Ministero dell’Interno, sua Eccellenza il Prefetto della Provincia di Potenza Michele Campanaro con i suoi Uffici, la Regione Basilicata, la Giunta comunale e il Consiglio, gli Uffici del Comune, l’ing. Clinco, i progettisti, Differenza Donna, Katia Pafundi, Enel Cuore, IKEA e tanti altri.
Questo evento rappresenta la storia di una comunità che, sensibilmente, ha sempre vissuto l’accoglienza come valore aggiunto alla crescita di sé stessa garantendo, ai meno fortunati, ospitalità e benevolenza.
Con grande orgoglio e soddisfazione mi piace sottolineare l’importanza di un servizio che eleva, a ranghi superiori, l’impegno della nostra comunità nella lotta contro le vio- lenze di genere che rappresentano una triste pagina della nostra società».
Il Centro Antiviolenza e Casa Rifugio “Elisa Claps”, affidato alla gestione di Differenza Donna, associazione italiana impegnata da oltre trent’anni nella difesa dei diritti delle donne e nella lotta contro la violenza di genere, rientra nelle attività del progetto “Attive” (promosso da Differenza Donna APS e sostenuto da Enel Cuore, la Onlus del Gruppo Enel) che mira a contrastare la discriminazione e la violenza maschile contro le donne nei territori dell’Alto Bradano e dell’area del Vulture, attraverso servizi di accoglienza, protezione, formazione e inclusione sociale.
L’inaugurazione rappresenta un importante momento di collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini, per rafforzare la rete territoriale e promuovere azioni concrete contro la violenza di genere, consapevoli che solo attraverso un impegno collettivo è possibile costruire una società più giusta e libera da ogni forma di violenza e discriminazione.
Dopo il taglio del nastro è stato presentato il progetto “Attive”, alla presenza del Sindaco, della Presidente di Differenza Donna Elisa Ercoli, di Gildo Claps in rappresentanza della famiglia, della Presi- dente di Casa Netural Mariella Stella, del Consigliere Delegato di Enel Cuore Andrea Valcalda, di Anna Mastellone per IKEA, del Vicepresidente della Regione Basilicata Pasquale Pepe, del Prefetto di Potenza Michele Campanaro e della Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, oltre a molti Sindaci dell’area e Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Esercito Italiano.
Il CAV “Elisa Claps” sarà aperto dal Lunedì al Venerdì dalle 09:00 alle 15:00 con reperibilità telefonica H24, al numero 376 271 6699.
Qui saranno offerti gratuitamente servizi specializzati di ascolto telefonico e accoglienza, colloqui individuali di supporto psicosociale, valutazione del rischio, ospitalità anche per donne con figli o figlie piccoli, assistenza legale e sostegno al raggiungimento dell’autonomia economica. «Con quest’opera, lo Sta- to dimostra che c’è ed è presente nel sostegno alla fragilità.
Il territorio dove nasce questa struttura non deve più disperare.
Voi promotori di questa realtà regalate alla politica una ragione per non stancarsi e non arrendersi» ha affermato il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe che ha aggiunto: «Questa casa rifugio non è solo un edificio ristrutturato, ma un messaggio politico e umano potentissimo.
È la dimostrazione che la Basilicata sa reagire, sa unire le forze migliori e sa trasformare il dolore in responsabilità»

