È per noi un po’ imbarazzante scrivere quest’articolo.
È imbarazzante perché abbiamo un serio e totale rispetto per le istituzioni e per gli uomini che le compongono e le guidano.
Abbiamo rispetto an- che per i giornali e per i giornalisti e, quindi, abbiamo un certo imbarazzo ad immaginare che un giornalista abbia difficoltà nella comprensione di uno o più testi anche piuttosto semplici.
Purtroppo, l’alternativa alla mancata comprensione del testo è la malafede e la volontà di raccontare frottole per cercare con le fake news di destabilizzare la politica.
LE FAKE NEWS DI ARANEO E VERRI
Partiamo dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle Araneo e Verri.
Dalla loro funzione istituzionale ci si aspetterebbe la capacità di comprensione di un testo normativo e, soprattutto, quella di discernere una legge da un’altra.
Le due esponenti del partito di Conte nella giornata del 13 Novembre inviano un comunicato stampa nel quale scrivono «nel silenzio assordante della Giunta Bardi, la Basilica- ta ha espresso, lo scorso luglio, un parere favorevole alla legge delega sul nucleare, aprendo la porta a un nuovo assalto ai nostri territori.
Una scelta presa senza alcun confronto pubblico né passaggio consiliare, che svela il vero volto di un governo regionale prono agli interessi calati dall’alto e totalmente scollegato dalla volontà dei cittadini» aggiungendo «secondo la nuova CNAI – Carta nazionale delle aree idonee, ben 14 dei 51 siti individuati in Italia come idonei alla localizzazione del deposito nazionale delle scorie si trovano in Basilicata.
Un numero spropositato, che da solo dovrebbe bastare a far suonare tutti gli allarmi. E invece no. Il presidente Bardi, in per- fetta solitudine, ha deciso di svendere il territorio lucano in nome di una retorica sull’“uso sostenibile del nucleare” che offende la nostra storia, la nostra memoria e la nostra intelligenza.
Per far ingoiare il rospo si parla di ‘uso sostenibile’ quando si tratta di scorie radioattive, che resteranno pericolose per millenni e che già oggi, al Centro Trisaia, rappresentano un problema ambientale ancora irrisolto».
Alle scuole elementari la maestra (all’epoca unica) ci insegnava che non si possono sommare le mele con le pere. Araneo e Verri sono un po’ più giovani di noi e forse non hanno avuto questo insegnamento a scuola ma dovrebbero sapere che non si può confondere una legge delega sul nucleare con la Carta Nazionale delle Aree Idonee per il deposito unico di scorie.
Noi crediamo che conoscano la differenza e, quindi, provino a mettere subbuglio e ad utilizzare le paure della gente per cercare di creare problemi e disagi al Governo Regionale.
LA DIFFERENZA È SOSTANZIALE
Come è nostro costume proviamo a spiegare la verità. Non confidiamo nel fatto che Verri ed Araneo intendano fare lo sforzo di comprenderla ma noi abbiamo il dovere di spiegarlo ai cittadini.
La Carta Nazionale delle Aree Idonee è stata approvata nel dicembre 2023, in questa carta sono indicati anche alcuni luoghi in Basilicata.
Il Governo Regionale ha, all’unanimità e con studi tecnici, espresso la propria contrarietà al- l’individuazione dei siti lucani nella successiva fase istruttoria e di confronto con il Governo Nazionale.
Lo ha fatto non con una valutazione politica ma con dati tecnici e studi approfonditi.
La contrarietà alla collocazione del deposito unico nazionale in Basilicata è stato ribadito dall’assessore Mongiello che in una nota ha dichiarato, anche in risposta ad alcuni articoli di stampa (su cui poi torneremo) che «a differenza di quanto si possa erroneamente credere, il governo regionale non è affatto rassegnato né ambiguo sulla questione.
L’atto politico decisivo è stato compiuto il 28 dicembre 2024 con l’invio al Mase di un massiccio dossier di osservazioni tecnico-scientifiche, redatto in maniera sinergica con numerosi Comuni lucani e le istituzioni locali, per escludere in modo definitivo il nostro territorio».
La Legge Delega al Governo per il Nucleare è un atto molto più recente e riguarda altre questioni. Sostanzialmente La Legge Delega concerne la possibilità di produrre energia nucleare o, quanto meno, di studiare la possibilità di produrla.
La Legge Delega ha avuto l’assenso della conferenza Stato-Regioni il 30 Luglio 2025.
Hanno votato contro soltanto le Regioni Umbria, Sardegna e Toscana.
La Regione Basilicata (così come quasi tutte le Regioni compreso alcune regioni rosse) ha espresso il proprio parere favorevole su questo disegno di legge delega che non riguarda il deposito unico di scorie e la sua localizzazione ma la possibilità di studiare le potenzialità dell’energia nucleare ed, eventualmente, immaginare di produrla anche in Italia.
Il Movimento Cinque Stelle ha chiaramente la legittimità politica per essere contraria alla produzione di energia nucleare e anche allo studio sulle sue potenzialità ma, se Verri ed Araneo confondono il deposito unico di scorie in Basilicata con la legge sullo studio e sulla produzione dell’energia nucleare stanno barando.
LE FAKE NEWS DEL QUOTIDIANO
Siccome le fake news vanno sempre a coppia. Non poteva mancare nell’elenco dei produttori quotidiani di strumentalizzazioni politiche contro il governo il Quotidiano del Sud-L’altra Voce.
Nella prima pagina del giornale di ieri dell’edizione lucana del giornale calabrese veniva sparato in prima pagina un titolone con su scritto “Mongiello, strappo con Bardi”.
Nell’articolo veniva riportata la dichiarazione dell’assessore all’ambiente contro il deposito unico delle scorie ma veniva interpretata questa posizione come una rottura con la posizione che il Governo Regionale aveva espresso a favore della Legge Delega sull’energia nucleare.
Siamo convinti che un prestigioso giornale nazionale sia in grado di comprendere un testo di Legge e la differenza tra due norme e, quindi, crediamo che abbia voluto semplicemente assecondare la fake news del duo Verri-Araneo cercando di confondere le acque e spacciando la contrarietà della Mongiello al deposito unico in Basilicata con una frattura con Bardi.
In realtà, il Governo Regionale ha unanimamente espresso il proprio voto favorevole in conferenza delle Regioni per la Legge Delega sull’energia nucleare e ha uniformemente espresso la propria contrarietà alla collocazione del deposito unico di scorie in Basilicata.
IL CHIARIMENTO DI MONGIELLO
La parola fine (speriamo) a questo spaccio di finzioni finalizzate ad allarmare la popolazione l’ha espressa proprio l’assessore Mongiello che, in una nota, ha chiarito che «non c’è alcuno “strappo” con il Presidente Bardi così come emerge dal titolo del Quotidiano del Sud.
Il voto favorevole espresso dalla Giunta regionale in merito alla Legge Delega sul nucleare è un atto di responsabilità istituzionale. È un via libera al quadro normativo nazionale che non implica in alcun modo una nostra accettazione a diventare il deposito unico delle scorie.
Sono due piani distinti. Il “no” del governo regionale al sito unico di stoccaggio delle scorie nucleari è, e resta, irrevocabile.
La nostra posizione è stata di recente rinvigorita dalla presentazione di un dossier tecnico e dettagliato che illustra in modo inequivocabile le ragioni geologiche, ambientali e sociali per cui i territori individuati come potenziali ospitanti sono assolutamente inidonei.
Il Presidente Bardi e l’intera Giunta camminano sulla stessa strada. Siamo uniti nella tutela della salute dei lucani e della bellezza inestimabile della nostra terra». L’assessore Mongiello e il Generale Bardi sono in grado di leggere un testo di Legge, cogliere che sono due fatti completamenti diversi e sono in grado di spiegare chiaramente la posizione unitaria del Governo Regionale sulle due distinte questioni.
Verri, Araneo e il Quotidiano o non sono in grado di comprendere una Legge (e noi non lo crediamo) o, in perfetta malafede, provano a infangare il Governo Regionale sperando di lucrare qualche voto sulle paure della gente.
Massimo Dellapenna

