Nell’ultima puntata di Oltre il giardino, il talk di approfondimento di Cronache Tv condotto da Paride Leporace ospite il consigliere comunale di Matera Vincenzo Santochirico.
Matera torna sotto i riflettori internazionali con il titolo di Capitale del Mediterraneo della Cultura e del Dialogo 2026.
Tuttavia, il percorso verso questo prestigioso appuntamento si sta rivelando complesso, tra tensioni politiche locali e la necessità di una visione condivisa.
La recente discussione in Consiglio comunale ha evidenziato le difficoltà politiche che attraversano l’amministrazione guidata dal sindaco Nicoletti.
Il tema centrale è l’elezione del Presidente del Consiglio comunale, un passaggio bloccato da regolamenti che richiedono la partecipazione di almeno 22 consiglieri. L’opposizione, pur variegata, ha mostrato una sorprendente unità, chiedendo un confronto aperto e la revisione delle candidature per sbloccare l’impasse.
«La maggioranza – spiega Santochirico – ha posto una condizione discutibile: “Dovete partecipare al voto, ma il candidato lo scegliamo noi”. A questa posizione, noi abbiamo risposto che, se proponessimo un nostro candidato, con i numeri attuali, non passerebbe comunque.
Di fronte a questo stallo, abbiamo avanzato una proposta semplice e lineare: ritiriamo tutte le candidature, azzeriamo la situazione, ci sediamo e discutiamo per trovare insieme la soluzione migliore per garantire il funzionamento del Consiglio. Purtroppo, su questa proposta si è innestata un’anomalia, avallata anche dal sindaco, che mi dispiace sottolineare.
Per due consigli consecutivi, la maggioranza ha dichiarato che, se l’opposizione non partecipa alla votazione per il Presidente del Consiglio (che, secondo regolamento, deve essere il primo punto all’ordine del giorno), non verranno esaminate nemmeno le altre questioni, comprese quelle di somma urgenza amministrativa, per le quali basterebbero 17 consiglieri.
Solo durante l’ultimo Consiglio si sono resi conto che questa strada era sbagliata, non solo perché esaspera il clima politico, ma anche perché contraddice quello spirito di dialogo e collaborazione che avrebbe dovuto caratterizzare l’inizio di questa consiliatura».
Secondo il consigliere Santochirico, «è necessario superare le contrapposizioni e garantire un clima di collaborazione, soprattutto in vista di un evento di portata internazionale come Matera 2026».
Il riconoscimento di Mate- ra come Capitale del Mediterraneo della Cultura e del Dialogo rappresenta una straordinaria opportunità per la città, già insignita del titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2019. Tuttavia, come sottolineato dallo stesso consigliere, il percorso per il 2026 è molto più breve e complesso.
«Se nel 2019 abbiamo avuto dieci anni per prepararci, oggi dobbiamo fare in un anno quello che normalmente richiederebbe un decennio», ha dichiarato.
Il dossier presentato si concentra su temi cruciali come la crisi climatica, lo sviluppo sostenibile, l’inclusione sociale e la digitalizzazione, con l’obiettivo di promuovere il dialogo tra le culture del Mediterraneo.
Tuttavia, la mancanza di risorse adeguate e di una strategia condivisa rischia di compromettere il successo dell’iniziativa. Attualmente, il Comune ha stanziato solo 500 mila euro, mentre il sindaco ha annunciato l’arrivo di ulteriori finanziamenti, fino a 5 milioni di euro, grazie al contributo della Regione e del Ministero della Cultura.
Uno dei punti critici emersi riguarda la necessità di evitare che il 2026 si trasformi in un evento fine a sé stesso. Santochirico ha sottolineato l’importanza di creare infrastrutture culturali permanenti e di coinvolgere non solo Matera, ma anche i comuni limitrofi, in un’ottica di sviluppo territoriale integrato.
«Non possiamo permetterci che il 2026 resti un episodio isolato. Dobbiamo costruire un’eredi- tà culturale e sociale che duri nel tempo», ha affermato.
Tra le proposte avanzate vi è la creazione di un mani- festo della cittadinanza euromediterranea, che potrebbe rappresentare un punto di riferimento per il dialogo e la cooperazione tra i popoli del Mediterraneo.
Inoltre, si parla di eventi e progetti legati ai temi della transumanza, reinterpretata come simbolo di scambio culturale e dialogo, e della pace, con Matera come ponte tra Europa e Mediterraneo. Un altro aspetto discusso è la necessità di un simbolo tangibile che rappresenti Matera 2026.
«Ogni grande evento ha lasciato una traccia fisica nella città: un tempio, una piazza, un edificio. Perché non immaginare una struttura permanente che diventi il cuore culturale di Matera, un luogo di incontro e confronto continuo?», ha proposto Santochirico.
In fondo «il Mediterraneo non è solo una geografia, ma un’idea, un luogo di in- contro e di scambio. Matera può e deve essere il simbolo di questa visione». Si cambia argomento ad Oltre il giardino.
Arriva in studio l’avvocato Sergio Lapenna. Il prossimo referendum sulla giustizia, senza bisogno di quorum, riporta al centro del dibattito nazionale temi cruciali come la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri.
L’avvocato Lapenna, sostenitore del comitato promotore, ha ribadito l’importanza di questa riforma, definendola una questione di principio per garantire la parità tra le parti in giudizio, sancita dall’articolo 111 della Costituzione.
«La separazione delle carriere è un tema tecnico, necessario per strutturare un sistema più equo», ha dichiarato, sottolineando anche le difficoltà legate ai tempi della giustizia, che spesso sfociano in denegata giustizia per cittadini e imprese.
Secondo Lapenna, oltre alla separazione delle carriere, le vere riforme necessarie riguardano la riduzione dei tempi della giustizia, la responsabilità diretta di chi sbaglia e l’incompatibilità territoriale per i magistrati.
«Un magistrato nato in Basilicata non dovrebbe esercitare nella sua regione, per evitare sospetti e garantire maggiore trasparenza», ha concluso. Il referendum, che vede il centro-destra schierato a favore del sì, potrebbe rappresentare una svolta per il sistema giudiziario italiano.
Tuttavia, restano aperte questioni fonda- mentali, come la territorialità e la modernizzazione dei processi, che richiedono interventi strutturali e non solo di principio.

