FAR VOLARE LA BASILICATA
Egregio Assessore Pepe, mi consenta di aprire questa lettera con un’immagine plastica: immagino la Basilicata appesa a un filo, sospesa tra “ma se non lo facciamo adesso” e “ah, lo faremo forse domani”. Ebbene, quel filo, Signor Assessore, è la pista dell’Aviosuperficie “Enrico Mattei” di Pisticci, o meglio, potrebbe esserlo.
Se solo la si desse una spinta decente. Lei ha la delega, lo dice il decreto di nomina del luglio 2024, per le infrastrutture, i trasporti e l’accessibilità della nostra regione.
E le condizioni locali ci mettono davanti a un bivio: restare nel limbo dell’“isolamento lucano”, oppure prendere davvero il volo (nel senso concreto) e decidere che l’aereo non è più una metafora, ma un mezzo reale di sviluppo.
La nostra regione dispone di piste, sì, ben tre, ma finora non di “decolli” degni di nota. Perché il progetto dell’aviosuperficie di Pisticci, o di un aeroporto che funzioni davvero, non è un capriccio da sognatori: è una questione di dignità territoriale, di strategia economica, di lavoro, turismo, ricerca.
È la Basilicata che finalmente dice “sono qui”, e non “forse domani”. La Sua Giunta e la Sua delega dovrebbero farlo diventare realtà. Eppure, finora, quel filo resta teso, un po’ oscillante, ma mai tagliato dall’inazione. Mi per- metta di evidenziare alcuni punti che, sono certo, Lei stesso riconoscerà:
ACCESSIBILITÀ REALE
L’aviosuperficie favorirebbe il turismo, il ritorno alle radici, la mobilità di studenti, ricercatori e imprenditori. Ma se l’infrastruttura decolla solo sulla carta, resta un aeroplano parcheggiato: il territorio la vede, ne parla, ma non la usa.
CORAGGIO POLITICO
Lei ha dichiarato che “la Basilicata non intende più tollerare ritardi” sul fronte infrastrutture. Ottimo. Ma allora, Signor Assessore, è tempo di chiudere i faldoni e aprire i cancelli della pista. Le scuse tecniche, le “non conformità”, i “dubbi di sostenibilità” hanno avuto un secolo intero per maturare: adesso basta con la maturazione, è tempo di atterraggio. VISIONE Non serve un grande tecnico per capire che l’aereo, o l’aviosuperficie, è un salto qualitativo. Non si tratta di collegare città lucane tra loro, ma di collegare la Basilicata al mondo. Strade e treni servono, certo. Ma se la Basilicata non vola, resta un bell’altopiano chiuso tra due mari e un milione di buone intenzioni.
CREDIBILITÀ
L’aviosuperficie non è lusso, è reputazione. È la facciata di una regione che vuole finalmente essere raggiungibile.
Perché, vede, non è bello sentirsi dire ogni volta: “Ah, ma per arrivare in Basilicata devo atterrare a Bari, Napoli o Lamezia!”. A forza di farci atterrare altrove, rischiamo che altrove restino anche le opportunità.
OCCASIONE SOCIALE ED ECONOMICA
Non serve essere esperti per capire che un’infrastruttura così cambierebbe la percezione stessa della regione. Chi lavora, chi fa impresa, chi insegna o chi torna, ha bisogno di un varco, non di un miraggio. E allora, Signor Assessore, Le rivolgo un appello ironico ma sincero: possiamo finalmente togliere la Basilicata dal suo “isolamento aereo”? Possiamo farla volare davvero, con rotte, ali e motori veri, non solo nei comunicati stampa e nei rendering da convegno? Non Le chiedo dettagli tecnici, non è il mio mestiere: sono solo un cittadino lucano che vorrebbe vedere la propria terra de- collare, e non restare eternamente in pista, con i motori accesi e il carrello bloccato. Non chiedo di sapere quanto lunga sarà la pista o se l’asfalto sarà drenante: mi basterebbe sapere che qualcuno, finalmente, ha deciso di usarla. Per- ché, Signor Assessore, se la Basilicata non vola ora, rischia di non farlo mai più. E sarebbe un peccato, per una terra che ha tutto per spiccare il volo: paesaggi, intelligenze, bellezza e persino un nome che, detto ad alta voce, sembra già un decollo: Basilicata. Concludo con un sorriso, ma anche con un auspicio: ci aspettiamo di vedere presto una ruota che lascia l’asfalto di Pisticci. E di poter dire, finalmente: “questa volta, la Basilicata non è rimasta a terra”. Con stima e fiducia (moderata, ma ancora viva). Un cittadino che ama la propria terra e, come lei, sogna di vederla volare.
Dino Quaratino

