LA SINISTRA DELL’ODIODopo gli insulti della sindaca Cervellino arrivano quelli del consigliere comunale Centonze

Centonze, chi era costui?”, è stata questa la nostra reazione quando abbiamo appreso, nel nostro quotidiano girovagare in rete che un oscuro e ignoto consigliere comunale di Miglionico avrebbe detto che il Presidente Bardi doveva stare in una RSA. Michele Centonze, questo il nome dell’intemerato autore della squallida frase che, per qualche ora, ha ottenuto un po’ di visibilità con uno scritto inopportuno che ci ricorda che anche le mosche hanno la tosse.

IL PRECEDENTE DI CERVELLINO

In realtà il nostro Carneade Centonze non avrebbe neanche meritato la nostra attenzione e la fatica della nostra penna se non fosse che segnala per l’ennesima volta un pericoloso scivolamento della sinistra verso la violenza verbale.

Era già successo qualche giorno fa ad opera della Cervellino che, dimenticando di indossare sulla spalla la fascia tricolore da Sindaco, aveva definito stronza la Meloni, stronzi i suoi dirigenti e stronzi i suoi elettori.

Un linguaggio poco opportuno anche per (abist iniuria verbis) carrettieri e scaricatori di porto, assolutamente inadeguato per la bocca di un sindaco.

Non vogliamo tornare al tempo in cui l’educazione imponeva che alcuni termini e concetti fossero lontani dalle labbra delle donne, ma certamente ci piace immaginare che siano lontani dai pensieri delle istituzioni.

La Cervellino, ovviamente, non è un caso isolato. Il suo turpiloquio è stato difeso dai consiglieri e dai parlamentari del campo largo, la sua volgarità ha trovato alleati nelle istituzioni di PD e M5S che, evidentemente, ritengono che si possa offendere il Presidente del Consiglio dei ministri sul piano personale.

Dopo le difese del campo largo arriva l’emulazione del Carneade di Miglionico.

Evidentemente ci sono metodi che fanno tendenza.

È un po’ come quando frequenti cattive compagnie e impari le parolacce. In Basilicata le cattive compagnie sono gli esponenti del campo largo, insegnano la violenza verbale.

UN GENERALE AL COMANDO

Sia chiaro non esiste un confronto proporzionato tra Cervellino e Meloni, così come non esiste tra il Carneade di Miglionico e il Generale Bardi.

Ci piace, però, consigliare al piccolo consigliere comunale di approfittare della notorietà provvisoriamente e maldestramente acquisita per provare a incontrare il Presidente.

Vada in Regione e potrà scoprire anche perché è il secondo Presidente riconfermato in Basilicata da quando esiste l’elezione diretta.

Si può condividere o meno l’operato del Governo Regionale ma non si può negare, senza essere accusati di mendacio, che Generale sia un grande lavoratore. I risultati, del resto, sono sotto gli occhi di tutti.

Dalla rinegoziazione delle rojalties al riconoscimento della Fragola Igp, dal ricondurre la Regione alla testa dei progetti sulla sicurezza informatica alla presentazione nazionale del piano per lo sport, dalla velocità con cui l’anno corso ha superato l’emergenza idrica dei paesi della Camastra alla capacità di farsi trovare pronto davanti alle sfide del futuro.

Il Presidente è un uomo del fare.

Il Carneade di Miglionico no.

Del resto il Popolo ha votato e, checché ne pensi il piccolo Carneade di Miglionico, ha scelto Bardi malgrado contro di lui si fosse schierato unito il campo largo con l’aggiunta della forza civica di BCC, risultato poi ripetuto a Matera. Centonze se ne faccia una ragione.

Bardi è alla guida della Regione per volontà del Popolo sovrano.

Massimo Dellapenna

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