BASENTINI ALLA GUIDA DELLA PROCURA GENERALEDal CSM il via libera all’unanimità del Plenum con il concerto del Ministro della Giustizia Nordio

Ieri il Consiglio superiore della magistratura ha nominato Francesco Basentini Procuratore generale presso la Corte d’appello di Potenza.

La decisione è arrivata dal Plenum dopo la proposta unanime della Commissione competente per gli incarichi direttivi e il concerto con il Ministro della Giustizia.

Nordio. Basentini si era candidato per l’ufficio rimasto vacante dal 29 giugno, con il pensionamento di Armando D’Alterio.

Per Potenza è una nomina che ha un sapore speciale: un potentino che torna nella sua città ai vertici, con l’incarico più alto raggiungibile nella carriera requirente.

UN PERCORSO CHE NASCE E SI COMPIE A POTENZA

La storia professionale di Basentini si intreccia a doppio filo con il Palazzo di giustizia del capoluogo.

Entrato in magistratura nel 1996, dal dicembre 1997 al 2015 è stato sostituto procuratore a Potenza: indagini su reati contro la pubblica amministrazione, fallimentari, patrimonio, fisco e società; quindi il coordinamento della Sezione Stralcio e, dal 2002, del terzo gruppo di lavoro.

Dal 2006 ha operato nella Dda del distretto, fino al 2015, attraversando gli anni in cui – talvolta come unico sostituto antimafia – ha seguito i dossier più sensibili su clan e gruppi criminali dell’area potentino–lagonegrese e metapontina, con ramificazioni verso Calabria e Campania.

Le relazioni della Direzione nazionale antimafia hanno registrato risultati e processi rilevanti maturati in quel pe- riodo. Nel 2012 un primo passaggio in Corte d’appello, come applicato alla Procura generale per le udienze.

Poi l’approdo a incarichi di guida: dal 2015 al 2018 procuratore aggiunto a Potenza, con il coordinamento dei gruppi 3, 4 e 6 e la collaborazione nella gestione della Dda; tra settembre 2017 e marzo 2018 ha retto l’ufficio come procuratore facente funzioni.

L’ESPERIENZA NAZIONALE E QUELLA ROMANA

Tra il 2018 e il 2020 Basentini è stato chiamato al Ministero della Giustizia come Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.

Un passaggio di forte esposizione istituzionale, segnato da protocolli per la sicurezza degli istituti, iniziative organizzative (tra cui il Job Office per il lavoro dei detenuti, la riorganizzazione della Polizia penitenziaria e un piano di redistribuzione dei ristretti) e dalla gestione dell’emergenza Covid nelle carceri.

Dal settembre 2020 è tornato in ruolo alla Procura di Roma: prima nel gruppo stupefacenti e reati contro il patrimonio, poi nel team A.G.I. dedicato ai rapporti con le autorità giudiziarie estere e agli ordini europei di indagine, con un intenso lavoro di cooperazione giudiziaria.

Non sono mancate applicazioni alla Dda capitolina.

PERCHÉ IL CSM LO HA SCELTO

Il Plenum ha valorizzato i parametri previsti dal nuovo Testo Unico sulla dirigenza giudiziaria: merito, attitudini e – in via residuale – anzianità.

Nelle valutazioni periodiche Basentini è descritto come equilibrato, preparato, diligente e laborioso.

Sul piano attitudinale, pesano i 25 anni e oltre di funzioni requirenti complessive, le esperienze semidirettive e di reggenza a Potenza, il coordinamento di strutture interne (ufficio 415-bis, ufficio stralcio, intercettazioni, gestione del personale) e la capacità organizzativa dimostrata in progetti distrettuali e protocolli condivisi tra uffici giudiziari e foro.

A ciò si sommano le competenze maturate nelle indagini antimafia e un precedente affaccio al secondo grado proprio in Corte d’appello a Potenza.

La Commissione ha definito Basentini “senz’altro candidato idoneo, per merito e attitudini” al conferimento dell’ufficio, e il plenum ha approvato la nomina previo conferimento delle funzioni direttive requirenti di secondo grado.

UN RICONOSCIMENTO ORGOGLIO PER LA CITTÀ

È difficile non leggere in questa scelta anche una dimensione civile: Potenza vede un proprio magistrato, formatosi tra le sue aule e i suoi fascicoli, tornare a guidare l’Ufficio di vertice del distretto.

Un motivo di orgoglio che non è campanile, ma riconoscimento di un percorso professionale radicato sul territorio e validato a livello nazionale.

Un ritorno “a casa” che chiude un cerchio.

Dalle prime inchieste nel 1997 alla direzione dell’ufficio di vertice nel 2025: il filo non si è mai spezzato. È la storia di un magistrato che ha camminato lungo tutti i gradini della giustizia lucana, ha affrontato compiti nazionali e ora torna dove tutto è iniziato, con una maturità diversa, più consapevole.

Per Potenza e per l’intero distretto, la nomina di ieri è insieme un attestato e una responsabilità: trasformare l’orgoglio in servizio, con sobrietà e concretezza.

COSA CAMBIA DA OGGI

La Procura generale è il perno dell’azione requirente in Corte d’appello: coordina l’esercizio dell’azione penale nel secondo grado, presidia legalità e uniformità dell’interpretazione, cura rapporti istituzionali e organizzazione interna.

Basentini eredita un ufficio che negli anni ha garantito continuità e, con l’esperienza accumulata tra Potenza, Roma e Dap, porta un bagaglio di relazioni e metodi che il Csm ha ritenuto utili per consolidare e innovare.

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