EPPURE C’È QUALCOSA CHE SI MUOVE
L’abbiamo sempre detto che quello che più c’interessa è lo stato di salute della Basilicata e non certo la melassa della politica, su cui pure ci piace insistere col garbo d’un tacco scalciato tanto sulla destra patriottica quanto sulla sinistra sfigata.
Ora a furia d’essere abituati al negativo statistico non ci pare vero che qualcosa si muova per il verso giusto.
Così tanto per rincuorarci sul giro di fortuna arrivato, Istat e Unioncamere, solitamente in formato necrologico e manco si fossero messi positivamente d’accordo, hanno mostrato tendenze d’inversione di marcia, peraltro su questioni d’impatto comunitario.
La prima riguarda la demografia e la sua condizione di natalità con stime sul 2025 che rappresentano la Basilicata (1,09) avanti a regioni come Lazio (1,01) Molise (1,03) Abruzzo (1,04) Umbria (1,05) e perfino in leggero incremento sul 2024.
La seconda invece ce la racconta Uniocamere nella rilevazione del saldo trimestrale 2025 tra iscrizioni e cessazioni d’impresa e dove registriamo un buon tasso di crescita (0,20) superiore a quello di Liguria (0,08) Piemonte (0,14) Friuli (0,15) Marche (0,17) e finanche Emilia Romagna (0,19).
Canta Laura Pausini:“Eppure c’è qualcosa che si muove…”
