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“Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris”
“cenere eri e cenere tornerai”

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SINDACO & BECCHINI IN “TEMPIO CREMATORIO”

“CENERE ERI E CENERE TORNERAI” SINDACO & BECCHINI IN “TEMPIO CREMATORIO”

“cenere eri e cenere tornerai”

Realizzazione del forno crematorio, accessibilità per le persone con disabilità e lavori per la realizzazione di nuove cappelle e nuovi loculi: questi gli argomenti affrontati nel corso del sopralluogo del sindaco Vincenzo Telesca svolto nel Nuovo Cimitero ‘Giovanni Paolo II’.

Cimitero Nuovo: forno crematorio, accessibilità, lavori per la realizzazione di cappelle e loculi

Data:
23/10/2025

Realizzazione del forno crematorio, accessibilità per le persone con disabilità, lavori per la realizzazione di nuove cappelle e nuovi loculi: questi gli argomenti affrontati nel corso del sopralluogo del sindaco Vincenzo Telesca svolto nel Nuovo Cimitero

Descrizione
23.10.2025 – ore 15,35:
Realizzazione del forno crematorio, accessibilità per le persone con disabilità e lavori per la realizzazione di nuove cappelle e nuovi loculi: questi gli argomenti affrontati nel corso del sopralluogo del sindaco Vincenzo Telesca svolto nel Nuovo Cimitero ‘Giovanni Paolo II’. 
Presente insieme al Sindaco, il dirigente del Unità di direzione Lavori Pubblici e Reti, Domenico Berterame, tecnici della Socomer e titolari della concessione della struttura cimiteriale.
“Alla vigilia della ormai prossima giornata dedicata alla Commemorazione dei Defunti, ho voluto verificare di persona lo stato dei luoghi e sincerarmi rispetto alle molte richieste formulatemi dai cittadini. 
Tra le altre, riguardo alla realizzazione del forno crematorio, opera che ho richiesto sin dal giorno del mio insediamento, – prosegue il sindaco Telesca – ci è stato illustrato l’iter necessario, abbiamo verificato che il percorso autorizzatorio sia in fase avanzata, abbiamo avuto conferma che, nel più breve tempo possibile, si potrà ottenere la cremazione direttamente a Potenza, senza essere costretti a trasferire  la salma presso altre strutture.

Si provvederà a un’implementazione della segnaletica per facilitare l’accessibilità, in particolare per andare incontro alle esigenze delle persone con disabilità, persone per le quali sono a disposizione ascensori e addetti disponibili ad accompagnare, all’interno del Cimitero, tutti coloro che ne dovessero fare richiesta, non solo in occasione del 2 novembre, ma durante tutto il corso dell’anno”

“La nostra azienda garantisce un servizio di accoglienza e accompagnamento con navetta per facilitare l’accesso all’interno del cimitero, che sarà potenziato nel giorno della Commemorazione dei defunti”
Ha precisato Adelaide Caprino, amministratore della società ‘Nuovo Cimitero di Potenza’, presente al sopralluogo del Sindaco, insieme al direttore dei lavori Enrico Erra, lavori che al momento vedono in corso le operazioni di completamento del corpo ‘A’ chiamato ‘Piazza Armonia’ e che sono pronte per la consegna le cappelle di famiglia e i loculi.

– conclude il Sindaco –
“Riteniamo che la nostra Città debba doverosamente garantire la funzionalità e la fruibilità dei luoghi nei quali riposano i nostri cari defunti e, tutto quanto si sta mettendo in campo, auspichiamo possa rispondere in maniera sempre più esaustiva alle esigenze della nostra città e dell’intera regione, constatato come al momento la Basilicata non ha sul proprio territorio impianti per la cremazione dei defunti”.

🔹 Cosa non brucia durante la cremazione?

Lì la temperatura è talmente elevata da bruciare il corpo e la bara. Cosa non brucia durante la cremazione? La temperatura di 900 gradi brucia il corpo e la bara, ma non riesce a ridurli in cenere.

– [ ] Durante la cremazione, i denti vengono polverizzati insieme al resto del corpo a causa delle altissime temperature del forno crematorio. A volte possono rimanere frammenti, come otturazioni o protesi, che vengono rimossi con magneti o pinze prima della polverizzazione finale delle ceneri. 

Il processo in dettaglio
* Combustione: I denti, come gli altri tessuti del corpo, vengono ridotti in cenere dall’elevato calore del forno crematorio. 

* Resti e materiali estranei: Dopo la combustione, il vassoio contiene ceneri, frammenti ossei e altri materiali non bruciati, come viti chirurgiche, protesi o oro dentale. 

* Separazione: Questi materiali vengono raccolti e separati dalle ceneri attraverso l’uso di calamite e altri strumenti, come i magneti per rimuovere i metalli. 

* Polverizzazione: Le ceneri restanti vengono quindi sottoposte a un processo di polverizzazione in una macchina chiamata “cremulatore”, che le riduce in una polvere fine e omogenea. 

* Consegna: Solo le ceneri polverizzate vengono poi raccolte in un’urna e consegnate ai familiari. 

La bara viene cremata insieme al corpo, perché raggiunge temperature altissime (tra gli 800/1000
°C), così che il legno si consumi completamente. Alla fine del processo, la bara non sarà più visibile e i suoi residui metallici vengono separati da una calamita dalle ceneri del defunto, che vengono poi raccolte e consegnate ai parenti in un’urna. 

* La bara viene distrutta: La bara, essendo parte del processo di cremazione, viene bruciata insieme alla salma all’interno del forno crematorio. 

* Separazione e pulizia delle ceneri: Dopo la cremazione, un sistema di setacciatura rimuove i residui più grossolani. Successivamente, una calamita separa i metalli, come eventuali protesi o chiodi della bara, dalle ceneri del defunto. 

* Riconsegna delle ceneri: Le ceneri rimanenti vengono raccolte e poste in un’urna, che viene poi sigillata e consegnata ai parenti. 

Durante la cremazione, il corpo non “prova” nulla, poiché non è cosciente. Tuttavia, a causa dell’elevata temperatura, si verificano contrazioni muscolari involontarie e spasmi che possono far muovere la salma,
La cremazione non è vietata dalla Chiesa cattolica, ma viene preferita la sepoltura tradizionale per ragioni dottrinali e pastorali. I motivi principali per il “no” alla cremazione riguardano la preferenza per la sepoltura come gesto di fede e speranza nella resurrezione corporea, il divieto di conservare le ceneri in casa, la dispersione delle ceneri in natura, o la loro trasformazione in oggetti commemorativi, in quanto queste pratiche possono essere interpretate come contrarie alla dottrina cristiana (ad esempio, come negazione della resurrezione corporea o come pratiche panteiste o nichiliste). 

Ragioni dottrinali e pastorali per preferire la sepoltura
* Resurrezione corporea: La sepoltura è vista come una forma più idonea per esprimere la fede e la speranza nella resurrezione futura dei corpi. 

* Valore del corpo: Il corpo è considerato un tempio dello Spirito Santo e la sua sepoltura è un atto di rispetto e di misericordia. 

* Mantenimento della memoria:
La sepoltura in un luogo sacro come un cimitero facilita la preghiera e il ricordo dei defunti da parte della famiglia e della comunità, contribuendo a ridurre il rischio di oblio o mancanza di rispetto. 

Norme sulla cremazione e le ceneri
* Cremazione ammessa:
La cremazione è permessa se scelta per motivazioni legittime (come ragioni igieniche, economiche o sociali) e non per ragioni contrarie alla dottrina cristiana. 

* Conservazione delle ceneri:
Le ceneri devono essere conservate in un luogo sacro (cimitero, chiesa o area dedicata). 

* Divieto di dispersione:
Non è consentita la dispersione delle ceneri in aria, terra o acqua. 

* Divieto di conservazione domestica:
La conservazione delle ceneri in casa non è permessa, salvo circostanze eccezionali e previa autorizzazione del vescovo locale. 

* Divieto di oggetti commemorativi:
È proibita la trasformazione delle ceneri in gioielli o altri oggetti commemorativi. 

Conseguenze per chi dispone la cremazione anticristiana 

* Se la cremazione è disposta per motivi contrari alla fede cristiana, come la negazione della resurrezione del corpo, si possono negare le esequie ecclesiastiche. 

La Chiesa cattolica apre al rito della cremazione

La Chiesa non ha mai condannato la cremazione.
E, oggi più che mai, lascia ai cattolici la libertà di scegliere, quando è richiesta per ragioni igieniche, economiche o sociali. Ciò che raccomanda è che si conservi la consuetudine di seppellire le ceneri dei defunti in un cimitero, luogo del ricordo e della preghiera per i defunti da parte dei familiari e della comunità.

La posizione del Papa
Nell’istruzione “Ad resurgendum cum Christo”, pubblicata nel 2016 con l’approvazione di Papa Francesco, la Congregazione per la dottrina della fede, guidata dal cardinale Gerhard Müller, ha ribadito quanto già stabilito dall’allora Sant’Uffizio nel 1963 e poi recepito nel Codice di diritto canonico (1983) e nel Codice dei canoni delle Chiese orientali (1990). Il documento, che ha il valore di una «legge-quadro», è stato redatto allo scopo di riaffermare le ragioni dottrinali e pastorali per la preferenza della sepoltura dei corpi ed emanare norme per quanto riguarda la conservazione delle ceneri, nel caso della cremazione». la Chiesa ha dichiarato che la cremazione non è «di per sé contraria alla religione cristiana», sempre che non sia voluta «come negazione dei dogmi cristiani o con animo settario o per odio contro la religione cattolica».
La cremazione e la resurrezione dei corpi
Chi crede nella resurrezione dei corpi non deve temere la cremazione.
La Chiesa cattolica ha chiarito che la cremazione del cadavere non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo e, quindi, non contiene l’oggettiva negazione della dottrina cristiana sull’immortalità dell’anima. La cremazione fa in poche ore ciò che la natura impiega più tempo a compiere, ma per la resurrezione dei corpi non c’è alcuna differenza tra la polvere e la cenere.
«Tornerai alla terra perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai» (Genesi 3,19).
La differenza tra Stato e Chiesa
La Chiesa raccomanda di seppellire le ceneri in un cimitero o in un luogo sacro, all’interno di un loculo (anche se già occupato da una salma), in una tomba di famiglia o in un ossario. La legge italiana, però, benché con delle restrizioni, consente la custodia delle ceneri in abitazione o la loro dispersione. La dispersione delle ceneri può avvenire in luoghi deputati, come i “Giardini della memoria” dei cimiteri, o in natura: in aree libere lontano dai centri abitati, nei fiumi, nei laghi, nei mari.
02 febbraio 2019

🔹🔹🔹POSITION PAPER

Forni crematori in aree urbane, lo studio di Medici per l’ambiente: “Rischio sanitario e ambientale”

“Gli agenti inquinanti, derivanti dalla combustione ad elevate temperature, si diffondono nell’aria anche per lunghe distanze pre depositarsi su terreni, balconi e polmoni”

di N.g.24 Gennaio 2024 – 18:49

Genova. Mentre stanno per partire i primi interventi per consentire la costruzione del nuovo impianto crematorio previsto nelle aree del Cimitero Monumentale di Staglieno, i Medici per l’ambiente pubblicano il primo “position paper” italiano sui possibili effetti ambientali e sanitari della realizzazione di questi impianti in aree urbane.

Uno studio che, partendo da dati raccolti in diversi contesti, prova a fare il punto su quello che potrebbe comportare l’utilizzo di un nuovo forno crematorio a poca distanza dalle case di una città, esattamente come nel caso genovese: “Sul territorio nazionale oggi ci sono ottantasette forni crematori, soprattutto nel centro-nord Italia, mentre il fenomeno è meno diffuso al Sud. La moltiplicazione delle richieste di nuovi forni crematori, spesso sovradimensionati rispetto al fabbisogno del territorio su cui dovrebbero installarsi, ha allertato il mondo scientifico medico, preoccupato del possibile impatto che un numero rapidamente in crescita di cremazionie quindi di punti di emissioni da combustione, possa avere sull’ambiente e sulla salute”.

Per questo ISDE, l’associazione italiana dei medici per l’ambiente, ha deciso di pubblicare un approfondimento scientifico sugli accorgimenti necessari affinché la cremazione non costituisca un ulteriore fonte di inquinamento con conseguente impatto sulla salute dell’uomo.

http://Il documento si può leggere integralmente a questo link.

👉 Il documento si può leggere integralmente a questo link.

“In Italia, come in molte altri Paesi, il dibattito sull’inquinamento atmosferico è sempre più al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e scientifica – dichiarano Di Ciaula, Ghirga, Petronio, Laghi e Romizi, i curatori del documento – per le notevoli implicazioni di tipo sanitario ed economico. I forni crematori sono impianti destinati alla cremazione dei defunti e/o di carcasse animali. Tale processo comporta l’incenerimento attraverso trattamento termico a temperature elevatissime.
Questo rende indispensabile considerare il rischio ambientale e sanitario correlato alle emissioni di questi impianti.
Tale rischio è aggravato dall’assenza di una specifica normativa di settore, e dalla carenza di efficienti e adeguate misure di monitoraggio per numerosi degli inquinanti emessi. Questi due aspetti, normativo e tecnico, vanno necessariamente colmati. Gli agenti inquinanti, derivanti dalla combustione ad elevate temperature, si diffondono nell’aria anche per lunghe distanze, e nel corso del tempo si depositano sul suolo, accumulandosi in questa matrice e causando un’alterazione dell’equilibrio chimico-fisico e biologico del terreno. Le particolari caratteristiche di alcune sostanze non facilmente biodegradabili, possono determinare contaminazione di un terreno per periodi variabili, con possibile passaggio degli inquinanti nelle falde acquifere e nella catena alimentare“.

A destare allarme sono i particolati particolarmente fini prodotti dalla combustione ad alte temperature, che difficilmente riescono ad essere trattenuti dai filtri industriali. “La presenza di altre sostanze tossiche, come ad esempio i metalli o i composti organici clorurati, potrebbe avere un effetto sinergico con l’azione diretta del particolato stesso.
Il mercurio genera gravi preoccupazioni per la salute pubblica, perché è tossico a concentrazioni anche minime, è altamente volatile e persistente nelle matrici ambientali, è in grado di accumularsi nella catena alimentare e particolarmente pericoloso soprattutto per esposizioni in età pediatrica e in gravidanza per le sue conseguenze sul neurosviluppo“.

Il position paper, oltre ad analizzare le problematiche ambientali e sanitarie, fornisce anche le indicazioni basilari, facendo proprie anche quelle già suggerite da esperti dell’ISPRA, per la realizzazione dei forni crematori affinché siano il meno impattanti possibile. “Le considerazioni espresse nel presente documento – si legge nelle conclusioni dello studio – in definitiva, non controindicano in termini assoluti la realizzazione di forni crematori. Tuttavia, le evidenze disponibili suggerirebbero di subordinare la realizzazione di tali impianti in primo luogo ad una verifica dell’effettivo utilizzo (o eventuale sottoutilizzo) degli impianti esistenti e ad una collegata analisi del fabbisogno, basata su dati e stime e, a seguire, ad un’attenta valutazione preliminare dell’impatto ambientale, dell’esposizione dei cittadini e dei rischi sanitari. Gli impianti devono essere ubicati in modo da non generare esposizione diretta della popolazione. Ormai, i cimiteri sono assai spesso del tutto inglobati nelle aree urbane e, pertanto, in questo caso, non sono idonei alla localizzazione dei forni”

VOGLIO ESSERE CREMATO A COSTO COMUNALE

La frase

“cenere eri e cenere tornerai”

è una versione popolare della locuzione latina

“Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris”

che significa

“Ricordati, uomo, che sei polvere e in polvere ritornerai”

Deriva dalla Bibbia (Genesi 3,19) ed è un monito sulla mortalità, l’umiltà e il passaggio della vita terrena.
Viene utilizzata anche nel rito del Mercoledì delle Ceneri.

Origine biblica:
La frase si trova nel libro della Genesi, pronunciata da Dio dopo aver cacciato Adamo dal Paradiso terrestre.

Significato teologico:
È un promemoria che l’uomo è un essere mortale, destinato a tornare alla polvere da cui è stato creato.

Simbolismo:
Viene usata per invitare all’umiltà, a ricordare che le cose materiali, incluso il corpo umano, svaniranno e che la spiritualità è ciò che conta veramente. 

Uso liturgico:
La frase viene pronunciata durante la liturgia del Mercoledì delle Ceneri, quando viene imposta la cenere sulla fronte dei fedeli, per ricordare la condizione mortale e invitare al pentimento

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