Dobbiamo dire, senza infierire più di tanto come pure piacerebbe, che sono in molti a bisticciare con le parole e col buon senso, soprattutto quando dal microfono arringano infervorati le folle tanto da appioppare ad un malinconico “senza” il gerundio di “prevedendo” al posto invece d’un più calmierato “prevedere” o peggio fanno scivolare l’ecumenico “asse” su un non meglio imprecisato “asso”.
Così è accaduto che il forzista Fernando Picerno, Fortunato a stare in Consiglio regionale per quella legge capestro dei trombati ripescati, solita genialata voluta dal dem Piero Lacorazza, s’è lanciato nell’iconico sforzo di far fuori addirittura la Bassanini perché altrimenti fanno bene i cittadini a dire che “non contiamo niente” e dunque per rimediare occorrerebbe, pensate un po’, la miracolosa ricetta di “spostare l’asso alla politica”.
Ora lasciamo stare il volto imperturbabile del bravo dg Nicola Coluzzi alla menzione speciale dello stesso Picerno, ma buon Dio non è possibile non sapere che è proprio per la Bassanini e le sue indomite versioni bis, tris e quater che la PA ha svoltato su semplificazione amministrativa ed innovazione organizzativa degli uffici.
Canta Simi:“Un asso incagliato…”.
