SIAMO TUTTI RANUCCIAtto terroristico contro la democrazia, altro che l’attentato inventato da Finizio a se stesso

Si può dire tutto su Sigfrido Ranucci ma non si può negare che sia un grande giornalista d’inchiesta.

Non sempre abbiamo condiviso la sua linea editoriale, non sempre ci sentiamo di stare dalla parte di un giornalismo alcune volte eccessivamente aggressivo, ma non possiamo negare che le sue inchieste hanno fatto e continuano a fare la storia dell’informazione .

A prescindere da come la si pensi sul suo modo di agire, Ranucci rappresenta il coraggio di dire quello che è necessario dire, di scoprire ciò che gli altri non scoprono, di rischiare in prima persona senza nascondersi mai dietro a un dito.

Non è dunque soltanto la solidarietà per l’attentato ricevuto quello che noi vogliamo esprimere ma una vera e propria condivisione verso un giornalismo di inchiesta e verso la libertà di espressione che da sempre sottende la nostra visione della stampa

LA LIBERTÀ DI STAMPA

Ranucci si inserisce in un solco importante di giornalisti che hanno avuto il coraggio di schierarsi.

Ecco perché l’attentato non colpisce soltanto lui ma colpisce singolarmente ciascuna delle coscienze che hanno votato alla libertà la propria azione di stampa.

Non ci piace in questo contesto fare un lungo elenco di giornalisti seri e coraggiosi.

Non ci interessa elencarli tutti perché temiamo di dimenticarne qualcuno, perché temiamo di sacrificare qualche spazio di memoria a quelli che hanno il coraggio di agire.

Noi vogliamo dire che oggi ci sentiamo tutti Ranucci, ci sentiamo tutti vicino a lui e ci scusiamo se in alcuni casi non abbiamo avuto e non abbiamo le competenze per poter svolgere lo stesso lavoro di inchiesta.

I FALSI ATTENTATI DI FINIZIO

Con la stessa forza con la quale mostriamo la solidarietà la vicinanza e l’affetto al giornalista colpito dal vile attentato, manifestiamo tutta la nostra volontà di affermare il diritto della stampa libera di essere difesa e tutelata.

La difesa e la tutela della stampa libera contro ogni tipo di ingerenza però non può essere soltanto retorica né può limitarsi esclusivamente nei casi degli attentati.

La stampa libera è tale quando ha il coraggio di compiere azioni di ricerca, quando non inventa notizie e soprattutto quando non crea scoop dal nulla. L’attentato a Ranucci è un attentato vero un attentato potenzialmente mortale un attentato grave.

Difendere, tutelare, schierarsi ed esaltare Ranucci e chi si muove così come lui ha fatto rischiando co- me lui ha fatto e come lui sta continuando a fare però significa anche prendere le distanze da mestatori di professione e da coloro i quali nascondono dietro una patina di eroismo la viltà della trasformismo e del peggior profitto dalla propria capacità di creare falsi.

Mentre pensiamo e sottolineiamo la gravità dell’attentato che ha subito Ranucci non ci può non venire alla memoria quello che accadde qualche anno fa a Potenza quando Michele Finizio direttore di Basilicata24 decise di simulare un attentato ai suoi danni per ottenere l’attenzione dei media.

La vicenda è ancora al vaglio della magistratura per cui a noi non interessa anticipare giudizi, quello che a noi preme sottolineare invece che ogni finto giornalista d’inchiesta, ogni finto attentato, ogni finta caccia costruita a tavolino per cercare clamore come quella costruita a tavolino e inventata da Michele Finizio indebolisce la credibilità della stessa libertà di stampa e rende tutti più deboli davanti alla pubblica opinione.

Sarebbe ipocrita e noi non vogliamo esserlo, fingere che l’attacco alla libertà di stampa sia soltanto l’attentato subito dal report, la attentato alla libertà di stampa e anche la finzione di minacce che fanno perdere credibilità al mondo della stampa.

Con la stessa forza con la quale, dunque, esprimiamo la nostra vicinanza al giornalista di reporter prendiamo le distanze e crediamo che tutti debbano prendere le distanze da coloro i quali gli attentati li fingono per spacciarsi per eroi e non tanto per la gravità del gesto quanto perché con il loro agire indeboliscono la credibilità di tutti noi.

Esiste un abisso morale che separa Finizio da Ranucci, è l’abisso che separa il vero dal falso.

Massimo Dellapenna

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