Che il progetto d’allestire un campo largo tra PD e M5S per sfrattare dalla Basilicata Vito Bardi ed i suoi patrioti di centrodestra non avesse una benché minima possibilità di successo elettorale e fosse invece solo una sceneggiata triste e surreale l’avevano già capito i lucani, che poi non ci hanno messo molto a bocciare l’accrocco dell’oscena ammucchiata, ma che i protagonisti dem di quella scelleratezza come Cifarelli, Lacorazza e Marrese, senza pagare alcun dazio politico della figuraccia, pretendano di dettare ancora legge, con le loro formule astruse e politiciste, fa parte ormai della deriva mortifera e malinconica che ha il riformismo bello ed avvincente nello scandalismo miope e finto dei 5S.
Ora solo per infioccare lezioni di nouvelle cuisine e di filosofia del gusto bisogna dire che nemmeno lo stomaco più forte tra i lucani di pieno merito digestivo è riuscito ad apprezzare il piatto tant’è che il M5S, manco avesse in predicato di pigliare il 30% e pur mettendo veti e diktat ai poveri Chiorazzo e Pittella, guarda caso i consiglieri più votati in assoluto, ha faticato anche a superare, d’una manciata di voti, il 7%.
Canta il grande Franco Battiato:“Sul ponte sventola bandiera bianca…”
