STELLANTIS: ALLARME DI FIM-CISLIl segretario Uliano: «Produzione crollata dell’87 per cento rispetto al pre-Covid. Investimenti e occupazione a rischio in Basilicata»

«Il peggioramento dei dati produttivi in Stellantis Italia prosegue senza sosta e le previsioni per la fine dell’anno restano negative».

Così Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, commenta i risultati del terzo trimestre 2025, definiti «preoccupanti per il futuro degli stabilimenti italiani».

Nei primi nove mesi dell’anno, spiega il sindacalista, «sono state realizzate complessivamente 265.490 unità tra autovetture e veicoli commerciali, con un calo del 31,5 per cento rispetto al 2024».

Le autovetture segnano un – 36,3 per cento (151.430 unità), mentre i veicoli commerciali perdono il 23,9 per cento (114.060 unità). Tutti gli stabilimenti italiani sono in flessione, con perdite tra il 17 e il 65 per cento.

Per la Fim-Cisl, anche il 2025 chiuderà con una riduzione complessiva di circa un terzo dei volumi, «un risultato ben peggiore di quanto previsto a inizio anno».

Le stime parlano di poco più di 310.000 veicoli complessivi, con le autovetture sotto quota 200.000.

Quasi metà della forza lavoro è coinvolta in ammortizzatori sociali.

Melfi, cuore produttivo della Basilicata, è lo stabilimento più in sofferenza. «Rispetto al 2024 le produzioni si sono dimezzate – afferma Uliano – con appena 26.850 unità realizzate».

Rispetto al periodo pre-Covid la perdita sfiora l’87 per cento.

La 500X è tornata in linea solo per un ordine specifico, mentre Compass e Renegade rappresentano l’81 per cento delle produzioni, in calo del 39 per cento.

La DS8 full electric ha raggiunto appena 1.248 unità.

Nel semestre si sono contati 57 giorni di fermo collettivo, pari a 187 turni persi.

«L’utilizzo medio del contratto di solidarietà è stato del 63 per cento, coinvolgendo ogni giorno oltre tremila lavoratori», sottolinea la Fim-Cisl.

Dal 2021 circa 2.370 addetti sono usciti volontariamente, riducendo gli occupati a 4.670, mentre altri 350 risultano in prestito presso altri impianti.

«Lo stabilimento lucano è nel pieno della transizione verso i nuovi modelli sulla piattaforma Stla Medium – aggiunge Uliano – ma serve accelerare e ampliare la gamma».

Dopo le pressioni sindacali, Stellantis ha introdotto anche versioni ibride per quasi tutti i modelli, portandoli a sette rispetto ai quattro iniziali, tutti elettrici.

«Un ampliamento fondamentale – spiega – per salvaguardare i volumi e l’occupazione, vista la scarsa domanda di auto elettriche».

Il cronoprogramma prevede per il 2025 la DS8 elettrica e la Jeep Compass in doppia motorizzazione, nel 2026 la DS7 e la Lancia Gamma, entrambe ibride ed elettriche.

«È però indispensabile equipaggiare anche la DS8 con il motore ibrido», avverte Uliano.Per l’indotto melfitano, già in forte sofferenza, la Fim-Cisl chiede «garanzie sull’uso degli ammortizzatori e priorità alle imprese locali nelle forniture».

E invita le istituzioni ad attivare gli strumenti previsti per le aree di crisi complessa, «per attrarre investimenti e dare prospettive a tutto il territorio».

Il segretario ricorda infine che «già nel 2024 avevamo chiesto di modificare il piano Dare Forward 2030, ma la contrarietà iniziale del gruppo aveva portato agli scioperi culminati nel 18 ottobre e alle dimissioni del Ceo Carlos Tavares».

Ora, conclude Uliano, «serve verificare il rispetto degli impegni e ottenere risposte concrete, a partire da Gigafactory e Maserati.

Per questo è indispensabile un incontro urgente con il Ceo Filosa, per garantire il futuro industriale e occupazionale della Basilicata».

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