La Basilicata si è fermata e si è unita idealmente a tutte le piazze italiane per una causa comune: la difesa della Global Sumud Flotilla, bloccata da Israele mentre si trovava in missione a largo di Gaza.
Ieri, Potenza ha visto una grande partecipazione al corteo e allo sciopero generale proclamato dalla Cgil e dall’Usb, con diverse centinaia di persone che hanno preso parte attiva all’iniziativa.
Il corteo, partito da piazza Don Bosco e diretto verso piazza Mario Pagano, ha visto in prima fila giovani e studenti, ma anche lavoratori, anziani e famiglie con bambini al seguito.
Le strade della città si sono colorate di bandiere palestinesi e striscioni, accompagnati da parole di sostegno alla Flotilla, per la liberazione degli attivisti e la fine del conflitto.
«La Basilicata ha risposto con partecipazione, con centinaia di cittadini, lavoratori e studenti ai cortei di Potenza e Matera», ha dichiarato Fernando Mega, segretario della Cgil Basilicata, commentando lo sciopero generale nazionale che coinvolge tutti i settori pubblici e privati.
Questa mobilitazione è stata indetta «in difesa della Flotilla, dei valori costituzionali e a sostegno della popolazione di Gaza».
Mega ha partecipato attivamente al corteo materano, dove centinaia di persone, munite di bandiere e striscioni, hanno sfilato tra le vie del centro cittadino. La mobilitazione è stata indetta per denunciare la gravità degli eventi legati alla Global Sumud Flotilla, navi civili che trasportavano cittadini italiani.
Mega ha sottolineato che si tratta di «un attacco all’ordine costituzionale» e ha denunciato come tali azioni impediscano un’azione umanitaria e di solidarietà verso la popolazione palestinese, soggetta a una vera e propria operazione di genocidio da parte del governo israeliano.
«È grave che il governo italiano abbia abbandonato lavoratrici e lavoratori italiani in acque libere internazionali, violando i nostri principi costituzionali», ha aggiunto Mega, richiamando l’attenzione sulla responsabilità delle istituzioni italiane.
Dal presidio materano di piazza Vittorio Veneto, attivisti, studenti, operatori culturali e semplici cittadini hanno chiesto con forza che «le istituzioni intervengano in maniera rapida e concreta a difesa di chi si sta spendendo per fermare questo genocidio».
La mobilitazione ha dimostrato che la solidarietà e la difesa dei diritti umani non conoscono confini, unendo le voci di una comunità che chiede giustizia e pace. I
n un momento così critico, la Basilicata si afferma come un faro di speranza e di attivismo, richiamando tutti a non rimanere in silenzio di fronte alle ingiustizie e a sostenere i valori fondamentali di libertà e dignità per tutti.

