POTENZA: APPROVATI DUP E BILANCIOIn Consiglio comunale botta e risposta tra maggioranza e opposizione sulla situazione in cui versa la Municipalizzata e le azioni intraprese

Si è aperta con un minuto di silenzio in memoria dell’ingegner Mauro Zinno, già vicesindaco di Potenza, la seduta del Consiglio comunale che ha visto all’Ordine del giorno l’approvazione del Documento Unico di Programmazione (DUP) 2026–2028 e del Bilancio Consolidato del Gruppo Comune di Potenza per l’esercizio finanziario 2024.

Due provvedimenti chiave per la pianificazione economico-strategica dell’ente, approvati a maggioranza, ma non senza confronti accesi, soprattutto sul tema Acta, la partecipata comunale dei rifiuti.

L’assessore al Bilancio Roberto Falotico ha presentato un DUP costruito su tre assi portanti: lavori pubblici, alienazioni e acquisti di beni e servizi.

Tra gli interventi previsti spiccano la realizzazione della piscina olimpionica con palestra annessa (oltre 10 milioni di euro), il restauro del Ponte Musmeci (11 milioni) e opere per l’efficientamento energetico e la mobilità urbana.

A sostenere il voto favorevole sono stati i gruppi di maggioranza, tra cui “Uniamoci per Potenza”, “Area Civica”, “Basilicata Casa Comune” e “La Potenza dei Cittadini”. Contrario il gruppo di Fratelli d’Italia.

Il Dup, nelle parole dell’assessore Falotico, è «uno strumento che consente una pianificazione responsabile e trasparente, nel rispetto dei nuovi principi contabili introdotti dal Mef». Subito dopo, l’Aula ha affrontato l’analisi del Bilancio Consolidato, che racchiude i conti del Comune e delle partecipate più rilevanti, in primis Acta e Acquedotto Lucano. Ed è proprio sulla società che gestisce il ciclo dei rifiuti che si è accesa la parte più politica del dibattito.

Il capogruppo di Orgoglio Lucano, Bruno Saponara, ha puntato il dito contro quella che ha definito «una narrazione troppo autocelebrativa», sottolineando che Acta presenta debiti e crediti per oltre 20 milioni di euro, e che il costo del lavoro è cresciuto di un milione e mezzo nell’ultimo anno.

«Non basta dire che Acta esiste, bisogna darle un futuro: impianti, organizzazione, riorganizzazione del lavoro», ha detto con toni netti, chiedendo un cambio di passo nella gestione della Municipalizzata.

A replicare è stato il sindaco Vincenzo Telesca, che ha ammesso come «non ci sia alcun giubilo» sulla situazione di ACTA, ma ha anche rivendicato i primi segnali di risanamento.

«Si stanno recuperando i crediti, si stanno pagando i fornitori.

Non è il momento delle polemiche sterili: occorre guardare avanti con responsabilità.

Acta non può essere il capro espiatorio eterno di ogni inefficienza.

È tempo di collaborazione, non di contrapposizione», ha sottolineato. Il sindaco ha inoltre annunciato una riforma della raccolta differenziata in base alla tipologia delle zone urbane, l’eliminazione graduale dei carrellati e maggiori controlli sui conferimenti errati, anche per contenere il PEF.

Sul bilancio consolidato, il voto finale ha registrato ancora una volta una maggioranza compatta a favore, con voti contrari dai gruppi di opposizione (Fratelli d’Italia e Orgoglio Lucano).

Dal documento emergono alcuni numeri significativi: il patrimonio netto del gruppo si attesta a oltre 129 milioni di euro, mentre il risultato economico consolidato sfiora i 12,3 milioni.

La spesa per il personale delle partecipate è consistente: 20,3 milioni per Acquedotto Lucano, 7,6 milioni per Acta, oltre a 13,6 milioni del Comune stesso.

Un altro punto caldo è stato quello della mancata ammissione al finanziamento Sport e Periferie 2025, oggetto di interrogazione del consigliere Antonio Vigilante (FdI). L’assessore Loredana Costanza ha chiarito che il progetto presentato dal Comune è risultato «idoneo ma non finanziabile nell’immediato», a causa del basso punteggio ottenuto su alcuni indicatori socio-economici.

«Un paradosso – ha sottolineato Costanza – che premia i territori più problematici ma che conferma la solidità sociale e urbana di Potenza».

Sempre il consigliere Vigilante ha sollevato un’altra questione relativa all’uso della pagina Facebook istituzionale del Comune per fini ritenuti politici.

Anche in questo caso, l’assessore Costanza ha respinto le accuse: «Il post era puramente informativo, redatto per chiarire alcuni aspetti tecnici legati al bando.

L’unico errore è stato citare un solo consigliere, ma si è trattato di una svista, non di una strategia».

Un confronto politico acceso tra maggioranza e opposizione che mostra come la situazione dell’Acta sia ancora lunga da risolvere.

Un situazione fragile che richiede risposte non solo amministrative, ma politicamente lungimiranti.

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