Potrebbe sembrare un’operazione d’antiquariato con del marketing inservibile, almeno per i gusti moderni del turismo che ci ha abituato alla contemplazione dell’urbano artistico ed invece a pensarci bene è stata geniale l’intuizione progettuale di mettere a valore comunitario la simbolica culturale del Medioevo e non solo per la significatività che ancora oggi c’è del patrimonio monumentale di cui sono dotati con inimitabile bellezza i nostri paesi, ma per ridare valore alla figura d’un imperatore moderno che seppe essere stupor mundi e detentore di eccezionali virtù di buon governo.
Ora com’è sua abitudine guardare le cose in prospettiva non sarà sfuggito al governatore Bardi che proprio qui nel 1231 furono promulgate le Costitutiones Melphitanes con cui Federico II diede avvio al processo di maturazione sociale, economica e culturale del Mezzogiorno e che già riproduce quell’incastro di sensibilità giuridica ed afflato politico che pur dovrebbe caratterizzare ogni riforma, compresa anche quella complicata del federalismo, dove peraltro siamo sicuri la Basilicata si giocherà un ruolo di merito e d’assoluto protagonismo.
Canta Paolo Conte:“è questo il tempo di lasciarsi sprofondare nel Medioevo…”
