VINO E CORAGGIO

Fosse stato vivo Orazio avrebbe festeggiato con un distico bello ed alla maniera del nunc est bibedum, la stima che Assoenologi, Ismea e Uiv hanno elaborato assieme sulla vendemmia 2025 ed in cui finalmente la nostra Basilicata saprà al meglio riscattare l’onore dell’agricoltura con un’annata d’ottima raccolta e di altissima qualità enologica. Ora sappiamo che la pioggia invocata patriotticamente dal governatore Bardi a Giove Pluvio è servita non solo ad alleviare i terribili effetti della crisi idrica, ma fortunosamente anche a favorire una produzione vinicola che rispetto al 2024 farà segnare un magnifico balzo del +40%, reso ancor più importante dalla performance del Paese, attestata solo all’8% e con qualche problema di troppo.

Eppure nemmeno questo risultato, messo peraltro a braccetto con la celebrazione dell’aglianico millenario e fascinoso, grazie al riconoscimento del Vulture come Città Italiana del Vino, può far dimenticare l’opera sgraziata e d’insostenibile immobilismo che ogni giorno esibisce l’assessore Cicala e su cui, appunto, oltre al buon vino ci vorrebbe anche del buon coraggio per smammarlo dalla giunta e salvare così i nostri poveri agricoltori.

Canta Ligabue:“E serve vino e coraggio…”

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
error: Contentuti protetti