XXV SAGRA DELLA CASTAGNAUn quarto di secolo di celebrazioni, ma il cuore verde della festa attende ancora attenzione concreta

«La XXV edizione della Sagra della Castagna rappresenta un traguardo importante per la nostra comunità: un quarto di secolo in cui abbiamo celebrato con orgoglio la tradizione, il gusto e il legame profondo con il nostro territorio.

Tuttavia, accanto ai festeggiamenti, è doveroso sollevare una riflessione critica: il castagneto comunale, cuore pulsante della manifestazione e patrimonio naturale di valore, è rimasto per troppo tempo ai margini delle priorità istituzionali» afferma Salvatore Di Trana cittadino molto attivo nella comunità di Calvello.

«In 25 anni, nonostante l’affetto dimostrato dalla cittadinanza e il ruolo centrale del castagneto nella vita culturale e ambientale del paese, non si è assistito a interventi strutturali degni di nota.

Le amministrazioni che si sono succedute hanno preferito rimandare, limitandosi a sporadiche azioni tampone e innesti mal riusciti, senza mai avviare un vero progetto di riqualificazione.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un luogo che avrebbe potuto essere un fiore all’occhiello del territorio, oggi versa in condizioni che ne limitano la fruizione e ne compromettono il futuro. – continua Di Trana –

È bene ricordare che alcune criticità erano già state sollevate dal gruppo “Porte Aperte” nell’aprile 2024, e non prese in considerazione. Questo dimostra che le richieste non sono nuove, ma sistematiche e, purtroppo, metodicamente inascoltate».

«Pur essendo ormai impossibile realizzare tutti gli interventi per l’edizione di ottobre 2025, alcune azioni concrete possono e devono essere intraprese subito, così da preparare il terreno per una Sagra 2026 più accogliente, sicura e valorizzata.

Gli interventi richiesti sono giusti, necessari e realizzabili. Nessuno chiede l’impossibile: è chiaro che non tutto può essere fatto in pochi mesi, ma avviare almeno una parte dei lavori è fondamentale per dimostrare volontà e visione» prosegue Di Trana.

«Bisognava muoversi prima, ma è comunque importante smuovere l’inerzia dell’immobilismo e dare finalmente segnali concreti alla comunità.

Perché sperare semplicemente che la sagra vada bene non può essere l’unica azione intrapresa dall’amministrazione.

L’evento deve crescere e svilupparsi di anno in anno, con un percorso di miglioramento reale e costante. Ciò è possibile solo attraverso azioni concrete, attuabili da chi ha il potere di farle, affinché il castagneto comunale diventi finalmente un patrimonio valorizzato, sicuro e fruibile per tutti» incalza e avanza delle proposte per un rilancio concreto e sostenibile del castagneto: Manutenzione dei chioschi in legno.

Installazione di cestini per la raccolta differenziata. Relocazione dei bagni chimici in aree più dignitose.

Creazione di aree picnic con tavoli e panchine in legno. Ampliamento della strada per il transito simultaneo di due veicoli. Miglioramento dell’area di manovra per mini autobus. Percorsi segnalati per la valorizzazione paesaggistica.

Interventi lungo il canale con steccati e riporti di terreno.

Pulizia del sottobosco per prevenzione incendi e promozione della biodiversità. Recinzione dell’area per una fruizione ordinata. Visite guidate e attività didattiche. Pannelli informativi su flora, fauna e storia del luogo.

Tutti gli interventi dovranno essere realizzati con materiali ecocompatibili e nel pieno rispetto dell’habitat naturale, affinché il castagneto possa finalmente diventare ciò che merita: un luogo vivo, sicuro, accogliente e valorizzato.

«Inoltre, poiché il castagneto comunale non è attualmente delimitato da recinzione, si propone l’erogazione di un contributo da parte dell’ente ai proprietari confinanti per compensare il mancato reddito causato dallo sconfinamento dei fruitori.

Una misura di buon senso per evitare polemiche, tutelare i rapporti tra confinanti e garantire una gestione armoniosa del territorio. – conclude Salvatore Di Trana –

La XXV Sagra della Castagna non sia solo memoria del passato, ma punto di svolta per il futuro.

È tempo che le istituzioni dimostrino con i fatti, e non solo con le parole, di voler investire in ciò che ci rappresenta. Ora tocca a chi governa: ascoltare e agire».

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