BASTERÀ LA BELLEZZA DI KATIA A SALVARE LA BASILICATA?
Anzi, per tutti gli Italiani, è un avverbio temporale e/o una congiunzione avversativa e rafforzativa.
Per noi Lucani, Anzi è il nome di un paese a sud di Potenza e che, da qualche giorno, è molto più conosciuto poiché è il paese dove vive Miss Italia 2025.
Il suo nome è Katia Buchicchio, solo 18 anni ed è bellissima.
Qualcuno le riconosce dei meriti abbastanza incomprensibili: sembra una sorta di eroina rivoluzionaria perché porta un apparecchio per i denti e abbia delle forme tipiche di un corpo femminile.
Per questi motivi, qualcuno la definisce emblema dell’autenticità solo perché mostrare un apparecchio per i denti significa mostrarsi con qualche imperfezione che non ci sarà più a fine cura.
Per altri, anche delle belle forme sono una sorta di rivoluzione poiché i fisici delle modelle seguono altri canoni di bellezza, voluti dalla moda.
Si aggiunga che è la prima volta che diventa Miss Italia una ragazza lucana e, dunque, questo è un evento che dovrebbe servire a far conoscere la regione che è una piccola regione semidimenticata e sconosciuta agli stessi italiani.
Sicuramente, i soldi investiti in progetti per migliorare il turismo tramite la conoscenza del luogo, perdono valore: Katia è diventata, in un attimo, il veicolo più adatto a far conoscere la Basilicata e Anzi.
E insomma, il concetto resta quello di sempre: la bellezza salverà il mondo seppure, per Dostoevskij, il riferimento era alla bella bontà, al kalòskaiagatòs, alla bellezza interiore.
Ma io credo che un buon contenuto debba essere posto in un buon contenitore e, dunque, la bellezza interiore rende più belli anche fisicamente: chi non ricorda il proverbio “bruttezza e cattiveria si attaccano alla faccia”?
Ebbene, il proverbio potrebbe essere trasformato ed esplicitarsi in bellezza e bontà si attaccano alla faccia.
Nel caso di Katia anche in un corpo ben fatto e con caratteristiche estetiche della statuaria greca, quando sia le donne sia gli uomini venivano scolpiti completamente nudi per mostrare la grazia, la bellezza e l’armonia – il famosissimo kanon dello scultore Policleto che, nel V secolo a. C., aveva teorizzato il canone che definiva la bellezza ideale e l’armonia del corpo umano.
Come è noto, la Basilicata non è una regione per donne: ho scritto molte volte su questo argomento e molte altre donne hanno scritto basandosi sul noto proverbio lucana” Figlia femmina, mala nottata”.
Eppure, molte donne lucane sono emerse altrove occupando ruoli di primo piano o scalando i gradini del successo professionale in molti ambiti.
Fra tutte, mi piace ricordare esempi più vicini a noi temporalmente come la giornalista Maria Soave e la cantante Arisa.
Ma queste carriere possono scalarsi altrove; in Basilicata, solo gli uomini hanno successo e ricoprono ruoli di primo piano, specialmente in politica.
Certamente, non utilizzerò la vittoria della bellissima Katia per affrontare i soliti e noiosi temi del femminismo (ultimamente ho sentito uomini e donne considerare noioso questo tema e fin troppo dibattuto) ma mi sia consentito scrivere che la bellezza di Katia e spero il suo futuro successo occupano la mia attenzione e il mio cuore senza dimenticare che a pochi chilometri da Anzi, cioè a Potenza, e dopo 32 anni, ancora non si conoscono bene tutti gli aspetti legati al terrificante femminicidio di Elisa e al suo ritrovamento e ai contorni sfuocati di molti personaggi di questa vicenda.
Certo, oggi, dobbiamo solo festeggiare la bellezza di questa giovanissima donna per ben comprendere che un bel corpo sinuoso e pieno di forme deve essere ammirato e rispettato sempre ma che anche i corpi con qualche imperfezione meritano lo stesso rispetto e la stessa ammirazione, sempre e ovunque.
Auguri Katia e tanta fortuna a te e a tutte le giovani donne lucane! Non sempre una figlia femmina è il risultato di una notte sfortunata!
Antonella Pellettieri

