Non sappiamo se la maniera di comportarsi secondo bottega politica serva a spiegare la deriva che s’è imboccata contro cura comunitaria e virtù civiche annesse, ma ha fatto bene il sindaco di Livorno, il dem Luca Salvetti, manco fosse un accademico della Crusca, a trovare la parola giusta in tornacontismo.
Ora sarà solo un caso fortuito o magari più semplicemente un’assonanza patronimica sul povero Conte, ma sta di fatto che quello che stanno combinando a Matera Bennardi e post grillini del M5S raggiunge davvero altezze surreali da stropicciare il valore indiscusso dell’alternanza democratica.
Naturalmente e a scanso d’equivoci va detto che il sindaco Nicoletti non ha certo bisogno delle nostre difese d’ufficio, che d’ufficio non sono, ma vivaddio dopo tutti i pistolotti sul dover rispettare la volontà elettorale, farsi sotto col solito ostruzionismo e costruirne attorno perfino un casus belli su presidenza del consiglio e commissioni significa spernacchiare il voto dei materani, peraltro arrivati al ballottaggio perfettamente consapevoli che lo svolazzamento dell’anatra zoppa s’aggirasse proprio nei pressi dei patrioti di centrodestra. Canta Fedez:“Perché se il conto non torna, c’è sempre un tornaconto…”
