PRIORITÀ ALLO SVILUPPO ECONOMICOCupparo presenta a Francavilla le misure che la Regione ha creato per le imprese

Inutile fingere, la situazione economica per la nostra Regione, per l’Italia intera e per l’occidente non è delle migliori.

I venti di guerra che ci sono in Ucraina, il conflitto israelo-palestinese, i dazi imposti da Trump non possono non avere effetti diretti sul mercato e sull’economia.

La Basilicata non può ritenersi fuori da questi scenari e da queste problematiche. L’economia non si nutre di compartimenti stagni ma di filiere e di rapporto che riguardano tutti.

Il Governo Meloni si sta muovendo in modo brillante a livello nazionale ma, ovviamente, per quanto i risultati siano incoraggianti non possiede la bacchetta magica.

SOMMA SU STELLANTIS

Allo scenario nazionale ed internazionale, inoltre, in Basilicata devono unirsi le tipicità della nostra economia.

L’importanza di quello che fu il gruppo Fiat a Melfi e, quindi, l’automotive non è secondario nell’analisi economica aggregata da noi.

La Sata è stato per anni uno dei più importanti, se non il più importante settore occupazionale della Regione sia direttamente che indirettamente.

Non è un caso che, proprio sulla questione automotive ed indotto stellantis abbia deciso di intervenite Francesco Somma, presidente di Confindustria Basilicata.

Come sempre l’ha fatto inquadrando bene il problema nello spiegare come un certo approccio ideologico alla transizione ideologica che non tiene in conto le reali situazioni industriali stia distruggendo il comparto produttivo non solo in Italia e, quindi, in Basilicata ma in tutta Europa.

Ma, soprattutto, lo ha fatto evidenziando che «accanto alla strategia difensiva, è fondamentale rafforzare gli strumenti anche quelli previsti dall’area di crisi complessa volti a favorire la riconversione industriale e la creazione di nuova iniziativa imprenditoriale».

Un modo molto responsabile per spiegare che serve fare presto perché si rischia un autunno molto complesso per economia e lavoro in Basilicata e non solo.

LE AZIONI DI CUPPARO

Va detto, con grande onestà, che la Regione Basilicata non si sta facendo trovare impreparata nel tentativo di proporre un’alternativa economica ed occupazionale.

Franco Cupparo, nella sua Francavilla, ha illustrato nel dettaglio le misure che il Governo Bardi ha messo in campo per provare a rilanciare l’occupazione in Basilicata.

Complessivamente si tratta di 291 milioni di euro di investimenti pubblici rivolti al settore produttivo, di cui 33 milioni rivolti ai Comuni per sistemare le aree dove sorgono attività produttive e «i bandi a favore delle Imprese artigiane (7,5 milioni), per sostenere creazione e sviluppo di nuove PMI (7ml); per sostenere le imprese neo-costituite, startup (8ml); per le attività del commercio (3ml), per le imprese sociali (8 ml) hanno come obiettivo principale quello di sostenere la piccola impresa, quella individuale o di famiglia, che è la caratteristica principale del tessuto imprenditoriale delle aree interne» oltre ai 15 milioni per le attività turistiche.

Una iniezione potente di risorse che costituire una vera e propria manovra anticongiunturale che il Governo Bardi e l’assessore Cupparo hanno messo in piedi per cercare di dare risposta alle esigenze di investimenti. Strumenti che sono anche una massiccia dose di fiducia nelle capacità delle menti lucane di costruire impresa.

SERVE LO SFORZO DI TUTTI

È chiaro che serve lo sforzo di tutti.

Se la Basilicata deve affrontare nel migliore dei modi la situazione economica serve che politica, governo e opposizione ma anche parti sociali e datoriali si impegnino nel comprendere la situazione e le esigenze reali senza nascondersi dietro azioni di propaganda.

Francesco Somma e Franco Cupparo ieri in due modi diversi hanno dimostrato che una classe imprenditoriale e politica all’altezza del compito adesso in Basilicata c’è.

Massimo Dellapenna

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