FESTA DELLA LEGA GRANDE SUCCESSOTra i dibattiti più importanti quello moderato da Leporace con i segretari regionali del Sud e l’intervista a Durigon di Amendolara

Si dovrebbe fare un’analisi politica sulla crescita della Lega, soprattutto al Sud.

Dopo il successo delle precedenti elezioni politiche nelle quali il Movimento di Salvini aveva ottenuto risultati eccezionali in tutto il mezzogiorno d’Italia, il Partito nelle regioni meridionali si è assolutamente liquefatto.

Ha pesato la mancanza di una classe dirigente locale strutturata, di un consenso che non fosse legato soltanto alla capacità mediatica del leader.

Non è stato così in Basilicata. In Basilicata la Lega, grazie a Pasquale Pepe e al suo radicamento territoriale fatto di lavoro quotidiano e di costante contatto con la gente, ha retto bene alla crisi di identità e di consenso della Lega al Sud.

Si può dire che, superata la crisi, oggi la Lega in Basilicata riesce a dare prova di una importante strutturazione e di una grande capacità di mobilitazione e di consenso reale.

Oggi in Basilicata è un partito serio e organizzato come non lo è in nessun posto d’Italia.

LA FESTA DI VENOSA

La controprova è offerta dal grande successo della festa della Lega a Venosa.

In primis va detto che organizzare una festa di Partito è un’iniziativa da partito pesante, da partito della Prima Repubblica che necessita di dedizione e sacrificio.

In passato era un’attività propria dei grandi partiti popolari come il PSI con la sua festa dell’Avanti, del PCI con la festa dell’Unità e della Democrazia Cristiana.

Oggi l’unico partito in Basilicata capace di organizzare una festa regionale di Partito, luogo di dibattiti pubblici e di confronto in piazza è la Lega.

Gli altri partiti del centrodestra non sono pervenuti, il Partito Democratico ha perso da tempo lo slancio delle vecchie feste dell’Unità.

Del resto organizzare una festa di partito necessita di una capacità militante, di entusiasmo e dedizione popolare, di voglia di sacrificio e di una ferma determinazione di tanti di sacrificare parte del proprio tempo per un interesse collettivo di partito.

Non è una cosa semplice.

È una cosa molto demodè nel tempo dei partiti di plastica e della politica liquida.

La Lega di Basilicata nel farlo riesce a dimostrare di essere un partito strutturato.

Questo è un grande successo di Pasquale Pepe e della sua squadra con in testa il segretario organizzativo Luigi Modrone.

Un successo che non era facile e che va riconosciuto anche alla luce della grande partecipazione popolare.

La Lega c’è e, scusandoci se possa apparire offensivo il paragone, può esistere anche a prescindere dal successo dei leader.

Nostalgici della politica seria di un tempo, non possiamo che trarne le lodi.

UN DIBATTITO IMPORTANTE

Portare in Piazza le questioni della politica non è mai semplice.

Non è mai semplice soprattutto portare i grandi leader nazionali a parlare direttamente al Popolo senza mediazione televisiva.

La Lega di Basilicata lo ha fatto con l’intervista al Sen. Claudio Durigon fatta dal nostro ottimo Fabio Amendolara.

Non è mai facile portare i segretari regionali dei territori confinanti a confrontarsi con una piazza.

Non è mai facile, soprattutto se sei un partito che ha un fondamento al Nord e le questioni da affrontare sono soprattutto inerenti il mezzogiorno d’Italia.

La Lega di Basilicata lo ha fatto.

Lo ha fatto mettendo a confronto i segretari regionali di Basilicata, Calabria, Puglia, Campania, Abruzzo e Molise nel dibattito moderato ancora da una delle punte di diamante di Cronache, Paride Leporace.

UNA CLASSE DIRIGENTE AUTENTICA

Si dice che una classe dirigente è autentica quando non ha paura di confrontarsi con il territorio, quando lavora per radicare e stratificare il consenso, quando ha un dialogo serio con la società che vuole rappresentare.

La Lega in Basilicata dimostra di avere una classe dirigente sera e di non essere, come tanti altri, un semplice comitato elettorale o una frammentazione di correnti e liti intestine.

Un merito che va ascritto a Pasquale Pepe, capace di tornare a misurarsi con le preferenze e ripartire dopo la mancata elezione in Parlamento, ma anche a Francesco Fanelli, Domenico Tataranno, Gianmarco Blasi, Stefania Polese, Vincenzo Zito e anche Luigi Modrone che, anche se assente sulle locandine, siamo certi abbia dato il suo generoso apporto all’iniziativa.

Chi credeva che la Lega in Basilicata sarebbe stata una parentesi come è accaduto in tante altre Regioni d’Italia è costretto a rivedere la sua lettura prima di essere costretto a rivedere totalmente le proprie mosse.

La Lega in Basilicata c’è ed è un soggetto centrale nel centrodestra con la quale tutti dovranno fare i conti sul serio.

Massimo Dellapenna

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