È uno dei momenti più sentiti della tradizione religiosa lucana, capace di unire generazioni e comunità nel segno della devozione e della memoria storica».
Lo sottolinea il Presidente della Regione Vito Bardi in riferimento alla festa della Madonna di Viggiano, patrona e regina della Basilicata.
Un appuntamento che coniuga fede, tradizione e identità, atteso ogni anno da migliaia di fedeli provenienti non solo dal territorio, ma anche dalle comunità lucane sparse in Italia e all’estero.
Il momento centrale della giornata è stata la celebrazione eucaristica delle ore 11 in piazza Giovanni XXIII, presieduta dal cardinal Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Hanno concelebrato con lui tutti i vescovi della Conferenza Episcopale di Basilicata, a testimonianza di un evento corale che rappresenta l’intera comunità regionale.
Una manifestazione che ha portato a Viggiano 13mila persone.
«La Madonna nera di Viggiano – dice Bardi – è nel cuore di tutti i lucani.
È un simbolo che unisce la nostra terra, le nostre famiglie e le nostre comunità nel segno della fede e delle radici condivise.
La sua festa va oltre l’appuntamento religioso.
È un momento in cui la Basilicata riscopre la propria identità e la propria coesione».
Il Presidente rivolge un ringraziamento speciale alla Chiesa lucana e al cardinale Zuppi: «La presenza del Presidente della CEI, insieme a tutti i vescovi della Basilicata, è un segno di grande attenzione e vicinanza.
È anche un’occasione per rilanciare un messaggio di pace, solidarietà e speranza, valori di cui abbiamo sempre più bisogno».
Un momento di preghiera e riflessione.
Su quanto la fede possa sostenere le difficoltà quotidiane, ma anche sul ruolo dei territori.
In una terra, la Basilicata, spesso fuori dalle rotte più centrali del dibattito pubblico, il cardinale Zuppi è tornato sulla lettera inviata al governo italiano per chiedere attenzione alle aree interne: «Dobbiamo ripensare il ruolo di periferie e centro – ha spiegato – perché senza periferia non c’è centro».
«Le aree interne – ha ribadito il presidente della Cei – sono fondamentali».
«Maria unisce tanti che sono andati lontano – ha aggiunto facendo riferimento alla questione dello spopolamento e al tema dell’emigrazione nell’omelia – «Quanti ne vedo io anche a Bologna, nella mia diocesi.
La distanza morde, perché l’amore vuole presenza».

