DE FINO COMMISSARIO ALL’ASPAnche Verrastro (Uil), Scarano e Guglielmi (Cgil Fp) avevano chiesto la repentina nomina di un traghettatore

Nell’editoriale di lunedi avevamo evidenziato come non fosse possibile lasciare una vacatio nel governo dell’ASP. L’importante Azienda Sanitaria che gestisce i servizi sanitari nella Provincia di Potenza si era trovata senza vertici.

Alle dimissioni dell’efficientissimo Maraldo, infatti, avevano fatto seguito le dimissioni del Direttore Amministrativo Giugliucci e si rischiava di lasciare il governo dell’Azienda nel Direttore Sanitario.

Come era facile immaginare, però, non ci sarà un vuoto di governo nell’Azienda Sanitaria Provinciale di Potenza.

Il Generale Bardi ha nominato, infatti, il dott. De Fino Commissario Straordinario dell’Asp. Massimo De Fino, inoltre, corrisponde esattamente all’identikit che avevamo tracciato per un commissario: fuori dalle logiche di spartizione partitiche, di grande esperienza tecnica e, in questo caso, anche a costo zero essendo già Direttore Generale del Crob e svolgendo, quindi, le funzioni a scavalco.

DOPO DI NOI ANCHE I SINDACATI

Come abbiamo detto, siamo stati i primi a dire che non si poteva andare avanti con una governance non pienamente titolata di poteri.

Siamo stati i primi ad evidenziare la necessità di nominare un commissario straordinario per affrontare le mille questioni che erano in piedi nella gestione dell’ASP.

Dopo di noi sono venuti anche i Sindacati.

Per prima la UIL, per bocca del segretario Verrastro in una nota aveva sottolineato come fosse «evidente che un’Azienda sanitaria senza direzione non può garantire né continuità amministrativa né programmazione strategica.

Questo significa lasciare i servizi scoperti, rallentare ulteriormente l’attività di gestione e compromettere la tutela sia dei lavoratori sia dei cittadini. Non è più accettabile che la Regione resti a guardare.

La Giunta regionale ha il dovere politico e istituzionale di intervenire immediatamente, nominando figure competenti e autorevoli che possano guidare l’ASP in una fase tanto delicata» pretendendo che «nelle more degli adempimenti burocratici, venga immediatamente nominato un Commissario straordinario in grado di garantire la piena operatività dell’Azienda» ritenendo questa «l’unica soluzione per evitare che l’ASP cada in una paralisi gestionale ancora più grave, con effetti devastanti sul sistema sanitario territoriale».

E, successivamente, alle nostre preoccupazioni, si era unita anche la CGIL Funzione Pubblica che, nel sottolineare il vuoto gestionale che si era venuto a creare, ha evidenziato «la grande preoccupazione che questo vuoto provoca, con legittime domande su come l’azienda procederà nell’ordinaria e straordinaria azione gestionale e di rappresentanza, di programmazione e organizzazione.

Chi firmerà le delibere? Come si procederà alla sottoscrizione dei contratti di lavoro per le assunzioni in itinere? Chi si assumerà la responsabilità delle scelte di un’azienda strategica e così importante per il servizio sanitario nazionale, che gestisce, tra le altre cose, il Deu 118 su base regionale, il dipartimento di salute Mentale, i distretti e consultori, ma anche la protesica, le strutture accreditate, il dipartimento di salute umana e animale, nonché una serie di presidi ospedalieri distrettuali sul territorio?» chiedendo alla Regione di immaginare «immediatamente una soluzione tampone» procedendo «a nominare quanto prima la nuova dirigenza dell’Asp di Basilicata, ciò per rendere ai lucani alle lucane un servizio di cura efficiente e rispondente ai bisogni di salute».

BARDI NON ERA IMPREPARATO

Va detto immediatamente che, come sempre, il Generale Bardi non si era fatto trovare impreparato alla situazione che si era venuta a creare e, neanche 24 ore dopo la nascita del problema, ha individuato la soluzione e lo ha fatto con l’autorevolezza e la consapevolezza tecnica che da sempre contraddistingue le scelte del Governatore.

Restiamo noi stessi sbalorditi dalla costante celerità con la quale la Giunta Bardi agisce nell’affrontare i problemi della Basilicata.

Ci sia consentito, come ogni tanto accade, la soddisfazione di dire per la seconda volta di seguito che anche questa volta, come per Arpab, ci avevamo visto bene.

Con buona pace dei disfattisti/complottisti di turno.

Il buon senso non ha colori politici né manovratore.

Ma capiamo che sono concetti difficili da comprendere dagli ideatori seriali e di mestiere.

Avevamo previsto che se il centrodestra avesse ricandidato Bardi avrebbe vinto, avevamo individuato dall’altro lato Vincenzo Telesca come miglior candidato sindaco per Potenza e ha vinto, avevamo detto che Nicoletti avrebbe vinto le elezioni comunali di Matera ed è successo, avevamo auspicato la conferma di Ramunno e così è stato, adesso siamo stati i primi (poi seguiti anche da altri) a dire che serviva un commissario straordinario per l’Azienda Sanitaria di Potenza e così è accaduto.

A qualcuno piace parlare di quarto potere.

A noi il potere non è mai piaciuto.

Ci piace la saggezza del buon senso, la mancanza di pregiudizio e di paraocchi, la lucidità dell’analisi oggettiva.

Tutte cose che ci consento di fare bene il nostro lavoro.

UNA FASE DI TRANSIZIONE

Quello che è certo è che, dopo l’ottima gestione di Maraldo, la fase di transizione per l’ASP può essere gestita con tutta la calma necessaria per ottenere il miglior risultato e fare la migliore scelta possibile per la nostra terra.

La nomina di De Fino, infatti, elimina il rischio di una selezione frettolosa e consente di svolgere i colloqui in modo sereno e facendo le migliori scelte nell’interesse comune.

Come sempre al servizio della libertà di espressione e degli interessi comuni del nostro popolo.

Massim Dellapenna

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