Un pomeriggio di calcio, memoria e passione.
Domani, con calcio d’inizio fissato alle ore 16.00, il campo sportivo di Anzi ospiterà l’11esima edizione del Memorial Mimì Macchia, evento ormai consolidato nel panorama sportivo lucano, fortemente voluto e organizzato ogni anno dal fratello Rocco, per onorare la figura e l’eredità di Cosimo “Mimì” Macchia, storico allenatore e simbolo del calcio giovanile potentino.
In campo scenderanno tre squadre: la Primavera del Potenza Calcio, la Polisportiva Anzi e la Primavera dell’Az Picerno, pronte a dare vita a un triangolare che andrà ben oltre il semplice risultato sportivo.
Sarà, come sempre, una festa del ricordo, del rispetto, ma soprattutto della passione per lo sport vero, quello fatto di sacrificio, valori e dedizione. «Mio fratello – racconta Rocco Macchia – ha sempre sognato di insegnare il calcio ai ragazzi.
Prima ancora di essere un allenatore, è stato un educatore.
Anche quando la malattia lo stava consumando, è rimasto accanto ai suoi calciatori, diventati ormai uomini, con lo stesso affetto e lo stesso impegno di sempre».
Mimì Macchia, scomparso prematuramente all’età di 57 anni, è stato un punto di riferimento per il calcio lucano.
Cresciuto sui campetti rionali, ha militato come calciatore nell’Invicta, prima di dedicarsi alla sua vera vocazione: allenare i giovani.
Nella sua lunga carriera ha guidato numerose squadre del settore giovanile a Potenza, fino a sedere sulla panchina del Santa Cecilia dei fratelli Coviello, dove ha contribuito alla crescita umana e sportiva di tanti ragazzi, portando avanti un’idea di sport sana, genuina, lontana da logiche alterate.
Negli ultimi anni, prima che la malattia lo allontanasse dal campo, ha allenato anche la Polisportiva Anzi, società di Prima Categoria, lasciando un ricordo indelebile anche in quella realtà sportiva.
Di lui, tanti dicono che fosse un «educatore serio e maestro di vita», capace di unire tecnica e umanità.
In panchina lo si ricorda spesso in piedi, attento, rigoroso ma vicino ai suoi giocatori, con formule tattiche moderne e un cuore grande, sempre rivolto ai suoi ragazzi.
Il Memorial non è soltanto un evento sportivo, ma un momento in cui la comunità lucana del calcio si stringe attorno al ricordo di un uomo che ha dato tutto per questo sport.
Un tributo sentito, condiviso, che rinnova di anno in anno il legame tra passato e presente, tra insegnamento e pratica, tra memoria e futuro.
«È importante – conclude Rocco Macchia – che non si disperda soprattutto l’opera sociale e sportiva di Mimì.
Il Memorial serve anche a questo: a ricordare che il calcio può e deve essere un mezzo per crescere, per formarsi, per diventare uomini migliori».
Domani, dunque, ad Anzi, non sarà solo una giornata di partite, ma un abbraccio collettivo a un uomo che ha fatto della passione per il calcio una vera missione di vita.
E che, grazie a questo appuntamento annuale, continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha conosciuto, stimato e amato.

