Durante la festa in onore di San Rocco a Tolve, l’Arcivescovo di Acerenza Mons. Francesco Sirufo ha interpretato il suo ministero rivolgendo parole, non di circostanza, alle autorità civili presenti.
Parole, con le quali, dall’alto del magistero della Chiesa, ha ricordato che «Non possono bastare quindici giorni all’anno di svago per risollevarsi, anzi si potrebbe prestare il fianco a illusioni e vanità di essere ricchi solo per un giorno».
Un concetto profondo e serio che, riporta alla mente l’impegno dei cattolici in politica e delle gerarchie ecclesiastiche nella guida anche laica della Comunità che amministrano.
UN ACCORATO APPELLO
Senza voler assurgere ad interpreti autentici delle parole di Mons. Sirufo, ci sembra di capire che l’autorevole prelato abbia rivolto un monito a tutti e abbia anche lanciato una questione profonda che possiamo ritenere insieme culturale ed economica.
La religiosità popolare da sempre è simbolo di momento spirituale e di momento civile.
In una Nazione come la nostra così profondamente intrisa di cultura cattolica tanto da far affermare al laico Benedetto Croce che non è possibile non definirsi cristiani se si è italiani, questo binomio, questo stretto legame è ancora più profondo.
Le parole di Sirufo, però, invitano tutti da un lato ad un ritorno ad una religiosità più autentica, nella quale la venerazione dei Santi comprenda ma non si riduca alla sola festività e al folklore, dall’altro a superare le visioni particolari e di immaginare un futuro per la Basilicata in cui si metta al centro lo sviluppo economico, le infrastrutture e il contrasto all’emigrazione.
LA POLITICA SEGUA LE PAROLE
Ovviamente esula dal nostro compito il richiamo elevato alle esigenze spirituali e religiose da recuperare nelle festività sacre, mentre dal basso del nostro punto di osservazione ci permettiamo di suggerire alla politica tutta di non lasciare scorrere nel vuoto le parole di Mons. Sirufo.
Senza sottovalutare le differenze di posizioni e di ruoli, le visioni contrapposte tra le parti politiche è forse arrivato il momento di partire da queste parole per trovare una via comune.
Ci riferiamo a tutte le parti politiche, siano esse di centrodestra e di centrosinistra, di maggioranza e di opposizione per seppellire l’ascia di guerra, evitare di farsi trascinare dalle polemiche fini a se stesse per mettere insieme tutte le energie migliori per provare ad immaginare e realizzare le ricette necessarie per la nostra regione e per il nostro territorio.
Lo spopolamento, la crisi economica, l’invecchiamento della popolazione etc… sono questioni endemiche della nostra Regione.
Non sono problemi che nascono oggi ma che preesistono forse alla nascita stessa dell’ente Regione, sono questioni ataviche dalla Basilicata e dell’intero mezzogiorno, toglierle dal rito della polemica quotidiana alla ricerca della responsabilità per metterle al centro degli interessi di tutti per cercare di arginarle, dovrebbe essere un obiettivo comune.
A nessuno serve affondare la barca. Tutti dovrebbero cercare di stare ai remi per collaborare.
Noi, per quanto ci riguarda siamo pronti a fare la nostra parte, come spesso cerchiamo di fare per suggerire, criticare, correggere senza lasciarci mai prendere dalla tentazione del partito preso e del posizionamento a prescindere. Santa Romana Chiesa non parla mai senza un motivo e quando parla va sempre ascoltata, soprattutto quando l’autore dell’intervento è autorevole ed importante come l’Arcivescovo di Acerenza.
IL TURISMO RELIGIOSO
La nostra Regione ha importanti riti religiosi, tradizioni secolari per le quali gli enti pubblici, soprattutto la Regione Basilicata investono importanti risorse. Risorse che, però, spesso si consumano alla ricerca del cantante famoso, della piazza da riempire per un giorno senza un ritorno effettivo in termini di lunga durata.
È anche il prodotto di un particolarismo che stenta ad essere superato.
Ci permettiamo, senza voler rubare il posto a nessuno, di provare a gettare sul campo della discussione la possibilità di ragionare su idee che mettano insieme le tradizioni religiose, le recuperino e le mettano a sistema.
Sarebbe un investimento di lunga durata, un progetto ambizioso e complesso. Uno dei tanti modi per non lasciare cadere nel vuoto le parole di Mons. Sirufo. Noi crediamo che sia possibile.
Tocca alla politica tutta dimostrare di avere a cuore gli interessi dei lucani più di quanto abbiano a cuore le sorti elettorali dei rispettivi partiti. Tocca alla politica dimostrare di aver ascoltato e compreso davvero le parole di Mons. Sirufo.
Massimo Dellapenna

