COME L’UNTO DEL SIGNORE

Non perché sia d’obbligo difendere la colleganza anonima, di cui è fatto pure il mondo che gira e rigira in bellezza comunicativa anche le fisiognomiche de plume e nemmeno perché non ci piaccia ad arte maleficia aizzare in punta di tacco impertinente le anime belle alla difesa d’ufficio, in questo caso iscritti sindacali e quant’altro, ma questa storia che ad ogni benedetta critica la si butti subito sulla lesa maestà e per giunta, solo per via d’una meritata e banale discesina, si costruisca tutt’attorno addirittura una strategia di vittimismo come ha fatto il segretario della UIL Vincenzo Tortorelli ci fa capire tutta la fifa democratica a beccarsi bordate per ritenersi intoccabile e senza colpe umane e sindacali che il buon Dio ha assegnato ad ognuno col compito di riconoscerle e farle in remissione dei peccati. Ora lasciamo stare la sua forma d’ingratitudine bollata come “nostalgia” canaglia alla maniera di Albano come lasciamo stare lo spoileramento in supplica di mutuo soccorso digitale, ma vivaddio avere la capacità d’incassare le cose con l’humor giusto è una forma bella d’intelligenza ed anche di contegno etico perché si credeva che l’unto del Signore fosse già la buon’anima di Silvio Berlusconi e non certo Vincenzo Tortorelli che da quella cultura dovrebbe starsene ben alla larga pur di costruire meriti negoziali e piattaforme programmatiche sulla povera Basilicata che ad oggi, purtroppo per la sua superba fallacia, sfuggono a farsi vedere e ad avere successo e che quando e se ci saranno non tarderemo ad elogiare. Canta Enzo Iannacci:“Problemi d’unto, però del Signore…” 

 

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