L’abbiamo detto l’altro giorno in punta di tacco e lo rifacciamo ancora, mettendoci dentro la stessa succulenta ostinazione.
Quello che Manca al PD non è certo un segretario, manco ci fosse l’accrocco del nomen omen a farsi sotto col destino e nemmeno Manca ritrovare lo spirito di pacificazione tra le varie correnti con un accordicchio che li faccia sopravvivere per farli riperdere, vista peraltro la guerra che tambureggia ogni santo giorno negli altri partiti e quasi a dar ragione a Carl Schmitt che l’essenza della politica sia sbarazzarsi del nemico in casa.
Non Manca neppure, come vorrebbero i collaborazionisti alla maniera di Lacorazza, riesumare Marcello Pittella dopo le peggiori Azioni fatte coi patrioti di centrodestra e sempre più miseramente innamorato di sceneggiate recitate e di cambi di casacca.
Quello di cui, invece, c’è disperato bisogno nel PD è d’un pensiero che sappia riavvolgere le narrazioni d’ognuno dentro l’ethos comunitario dei 131 paesi della Basilicata e delle loro belle sfide di futuro. Una filosofia dem alla maniera d’un cantiere e magari con un filosofo d’eccezione come Vito De Filippo pur di tornare a vincere. Scrive Georges Canguilhem:“La filosofia non è un tempio, ma un cantiere…”

