NOTTE DI CRIMINI A POTENZA

Potenza non è una città abituata ai fatti di cronaca. Per anni siamo stati considerati e ci siamo reputati un’oasi felice.

Nella nostra testa Potenza è un luogo dove, se non si possono lasciare le chiavi dietro la porta o la porta aperta, non è sicuramente necessario guardarsi le spalle.

In Città, però, sono accaduti in una notte tre fatti criminosi.

Noi ne parliamo con la considerazione e l’idea che di tali fatti in altre Città non se ne sarebbe parlato. Due furti in due negozi ed una rissa con accoltellamento in realtà abituate ad una quotidianità con questi avvenimenti, non fanno notizia.

A Potenza, si. La risonanza mediatica e l’eco nella nostra coscienza che i fatti producono devono farci capire che la Città è sostanzialmente ancora una città tranquilla.

In tanti centri d’Italia questi fatti non sono più notizie. Lo diciamo a scanso di equivoci perché non ci piace la narrazione tossica che può deturpare l’immagine della nostra meravigliosa comunità cittadina.

EPISODI ISOLATI

Gli eventi, nella loro oggettività, sono conosciuti. I blog e i siti di informazione ne hanno compiutamente parlato.

Nella nottata tra il 29 e il 30 in pieno centro è stata svaligiata la pizzeria San Michele, una salumeria lì vicino e, poi, sempre in pieno centro vicino all’Albergo Monticchio, c’è stata una rissa con accoltellamento tra due immigrati.

Per una notte Potenza si è trasformata da città dormitorio in un piccolo Bronx.

Una notte di follia che ovviamente mette in allarme i potentini e che non deve essere sottovalutato posto che, anche se non costituisce una situazione generalizzata, è necessario assicurare che la Città possa vivere un’estate e possibilmente anche le successive stagioni in modo sereno.

Un fatto accaduto, lo diciamo senza volerci nascondere dietro un dito, malgrado l’eccezionale lavoro che le forze dell’ordine stanno facendo sul territorio e malgrado il lungimirante operato del Sindaco Telesca che sulla riqualificazione della vita in Città sta spendendo le sue migliori energie come mai era accaduto in passato.

NON ABBASSARE LA GUARDIA

Potenza non è una monade isolata e neanche un sistema chiuso.

Vive in un contesto nazionale ed europeo dove l’insicurezza nelle città è sempre più alto.

Se gettiamo uno sguardo alle statistiche e alle cronache, ci rendiamo conto che furti, rapine, omicidi, droga e addirittura occupazioni di immobili sono all’ordine del giorno.

Non è un caso se il Governo Meloni è stato costretto ad intervenire con un pacchetto sicurezza che impone pene severe e, soprattutto, mette mano ad interventi strutturali di contrasto alla illegalità diffusa e all’insicurezza nelle città.

Potenza, malgrado possa ancora essere considerata una realtà estranea a questi fenomeni, non ne è al sicuro per una sorta di principio divino. Serve, quindi, che le istituzioni tutte non abbassino la guardia.

Serve che la polizia e i carabinieri si organizzino per presidiare il territorio, serve che si riattivi quel senso di comunità che, più di ogni intervento punitivo, è in grado di tutelare la sicurezza urbana.

Noi non sappiamo se serva o sia opportuno aumentare la presenza di telecamere, se possa essere necessario imporre turni notturni più intensi alle forze dell’ordine.

Non spetta a noi trovare la ricetta e, francamente, non abbiamo neanche gli strumenti per occuparcene.

Quello che vogliamo dire è che, malgrado non sia possibile far derivare un’idea distorta della città da questi fatti che proprio per lo scalpore che suscitano dimostrano la loro unicità, serve intervenire seriamente.

EMERGENZA IMMIGRAZIONE

Abbiamo già raccontato qualche settimana fa che gli angoli della città sono occupati fisicamente da bande di immigrati che bivaccano in modo incontrollato, abbiamo già sottolineato la presenza di un eccessivo uso di alcool sui minori.

Non sono grandi scoop che abbiamo fatto noi né il risultato di grandi inchieste giornalistiche ma è quello che si vede sotto gli occhi di tutti.

Sul fronte della gestione dell’immigrazione, probabilmente, si può e si deve fare di più.

Via Mazzini è stato più volte teatro di episodi di violenza e passare oltre un certo orario davanti al locale dove stazionano abitualmente gli immigrati richiede quotidianamente una vasta dose di coraggio.

Le piccole case del centro storico, soprattutto nella zona di San Michele, sono quasi interamente abitate da giovani immigrati che certamente non danno sempre un’immagine tranquillizzante di loro.

Noi non abbiamo la bacchetta magica e probabilmente non la tiene nessuno. Sappiamo, però, che è il caso di iniziare a riflettere sul da farsi.

Massimo Dellapenna

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