Non dobbiamo certo redimerci col buon Dio per i celestiali tacchi che con il garbo d’un elefante in cristalleria abbiamo spesso e volentieri riservato a Mario Guarente ed al suo terribile disimpegno con cui ha saputo rovinare ogni cosa di Potenza, ma a distanza di poco più d’un anno dalla sua uscita di scena e soprattutto vedendo la qualità di molte fortunose nomine, alcune delle quali, come la quota rosa del pittellismo sul garante delle persone con disabilità perfino sprovviste di “laurea magistrale in materie attinenti all’incarico”, non ci pare giusto che non ci sia nulla per motivarlo a sentirsi utile alla Lega. Ora se dovessimo applicargli per legge da contrappasso la miriade di guai e dispetti che pure ha appioppato ai vari Pepe, Modrone e Polese che hanno retto la baracca leghista allora sarebbe più che logico tenerlo a piedi e in pieno digiuno salutare, ma a maggior ragione che il vicepresidente leghista della giunta regionale sta finalmente dimostrando d’avere merito e risultati, peraltro grazie anche all’ottimo lavoro del suo dg Altomonte, sarebbe davvero un peccato strategico non rilanciare la Lega proprio sul valore del pluralismo. Canta Fabri Fibra:“Soldato. Sono un solda-da-da-dato”.

