Questa volta l’emergenza idrica riguarda principalmente l’agricoltura. Questo è un dato di fatto. Se, infatti, qualche mese fa ci siamo trovati in difficoltà nell’approvvigionamento idrico per usi potabili nei Comuni serviti dalla Diga della Camastra tanto da costringere Bardi ad essere un “nittiano” costruttore di opere idrauliche per fronteggiare il problema e offrire immediatamente soluzioni, questa volta il cerino è in mano al comparto agricolo.
Non è un caso se, al di là delle dichiarazioni di facciata, tutta la discussione in Consiglio Regionale si sia incentrata sull’agricoltura anche per la presenza dei trattori e degli operatori che hanno sottolineato con borbotti e applausi i singoli interventi.
Inutile dire che, malgrado l’insonorizzazione e i microfoni, anche da casa è stato possibile sentire il brusio che dalla platea si è sollevato quando è intervenuto l’assessore Cicala, tanto da costringere addirittura la Verri ad intervenire, se non in sua difesa, almeno nella retorica affermazione di ritenere ingiusto l’isolamento nel quale l’assessore all’agricoltura è stato lasciato anche dai suoi alleati, dal suo partito e dagli uomini del Governo Regionale. Certo, però, il discorso fumoso e fondato sul numero di conferenze stampe organizzate che l’assessore Cicala ha tenuto non aiuta ad evitare questo isolamento determinato da una immagine da alice nel paese delle meraviglie.
LA CENTRALITÁ DI CONFAGRICOLTURA
Sia chiaro, noi non ci uniremo mai al coro di quelli che hanno sostituito il “piove” con il “non piove” come preambolo della successiva affermazione che attribuisce latrocinio al Governo.
La pioggia o la siccità non sono determinate né dal governo regionale né da quello nazionale ma da eventi che sfuggono dal controllo umano né sono dipesi dall’azione dell’uomo.
Ecco perché noi non ci sentiamo di condividere le polemiche sterili fini a se stessi e anche alcuni movimentismi spontanei che sembrano cavalcare l’onda della protesta senza un’idea chiara. Chi, al contrario, ha mostrato una grande maturità politica e una conoscenza del problema unita ad una capacità di proporne soluzioni è stata Confagricoltura.
In una nota diffusa qualche giorno fa, l’organizzazione agricola ha invitato il Presidente Bardi a procedere immediatamente al commissariamento della gestione della risorsa idrica.
Nella nota di Confagricoltura due sono i punti centrali e strategici.
Da un lato la contrarietà «all’apertura dei rubinetti verso altri territori, come la provincia di Taranto, mentre in Basilicata le prenotazioni idriche per le colture autunno-vernine sono bloccate e la zootecnia è ferma all’ultima restrittiva disposizione del Consorzio di Bonifica», dall’altro la centralità verso gli interventi di miglioramento delle strutture di distribuzione perché il “vero nodo della questione risiede nell’incredibile quantità di perdite delle condotte idriche regionali” che «evidenzia la vetustà e la scarsa manutenzione della rete, e che vanifica ogni tentativo di una gestione oculata della risorsa che si sposa con una inadeguata organizzazione».
Un maggiore protagonismo e centralità nella gestione delle risorse per la Basilicata, il commissariamento dell’intera gestione delle politiche idriche ed, infine, interventi strutturali. Tre pilastri sui quali è difficile non convenire.
IL CONSIGLIO REGIONALE SEGUE CONFAGRICOLTURA
Una posizione che non poteva restare sotto traccia nel dibattito in Consiglio Regionale.
Sia la maggioranza che l’opposizione, infatti, nei loro interventi hanno fatto esplicito riferimento alla posizione di Confagricoltura Basilicata che si distingue per la sua logicità ed intelligenza.
Ne hanno parlato direttamente, infatti, sia Morea (da parte della maggioranza) sia Chiorazzo (da parte dell’opposizione) a riprova della sua logica trasversale che supera qualsiasi visione di parte per fondarsi sulla dura ed immarcescibile costanza della realtà.
Non sappiamo se Bardi abbia preso spunto dalla relazione di Confagricoltura, siamo certi che ne abbia avuto contezza e che, anche senza averla mai citata, nel suo concentrare la strategia negli interventi da compiere e nei miglioramenti infrastrutturali da garantire abbia dimostrato una grande assonanza con le idee portate avanti da Confagricoltura.
Da parte nostra resta la convinzione che il commissariamento della strategia sulla risorsa idrica con i pieni poteri in materia al Presidente togliendone le responsabilità ai singoli assessori e un piano serio di interventi infrastrutturali siano l’unica misura realmente attuabile.
Massimo Dellapenna
