L’ ex portavoce della già sindaca di Torino Chiara Appendino, Luca Luca, è stato prosciolto dalle accuse di peculato relative a un incarico affidatogli nel 2018 dal Consorzio di bonifica della Basilicata.
Il Giudice per le indagini preliminari di Matera Roberto Scillitani ha accolto la richiesta della Procura locale disponendo l’archiviazione con la motivazione che “il fatto non costituisce reato”.
Le accuse contro Pasquaretta si riferivano a un possibile peculato, avendo ipotizzato l’accusa un utilizzo improprio delle risorse pubbliche affidategli.
Le prime contestazioni erano nate dai giudici di Torino, che avevano esaminato la consulenza attivata dal Consorzio di bonifica della Basilicata nel contesto di più ampi filoni investigativi su Pasquaretta relativi al suo ruolo politico e amministrativo.
Secondo i magistrati torinesi, l’incarico affidato dal Consorzio poteva celare una forma di favoritismo o scambio di utilità.
Pasquaretta era accusato di aver ricevuto illegalmente 20mila euro dal Consorzio di bonifica della Basilicata nel 2018 per aver procurato incontri politici al presidente dell’Ente Giuseppe Musacchio, per cui pure c’è stata l’archiviazione.
La consulenza non era frutto di una gara pubblica, ma di un affidamento diretto deciso dall’Amministratore unico del consorzio, Musacchio.
Per la pubblica accusa, in estrema sintesi, non sono emersi indizi atti a provare che l’operazione fosse un meccanismo illecito o che la consulenza non fosse legittima.
Secondo il pubblico ministero Maria Cristina De Tommasi la consulenza costituiva «un affidamento diretto regolare e legittimo», e i contatti con esponenti politici erano «compatibili con l’incarico ricevuto».
Con la chiusura del procedimento, anche la posizione dell’Amministratore Musacchio è stata archiviata. Entrambi gli indagati hanno visto così cadere le ipotesi di abuso relative all’incarico presso il Consorzio.

