Dottore CANIO MARIA GLINNI
È GIUSTO INFORMARE 
Dottore CANIO MARIA GLINNI

Negli anni della mia carriera ed attività professionale alle dipendenze di una delle più grandi imprese della Basilicata dal 1973 al 1980 ho avuto l’onore di conoscere e l’opportunità di collaborare con il 

Dottore CANIO MARIA GLINNI

Il giovanissimo e compianto direttore dell’Ente irrigazione di Puglia e Basilicata e presidente dell’Ibres ideatore dell’innovativo schema idrico della Basilicata e delle decine di invasi e dighe progettate in Lucania.

Dal 1 giugno 1960 fino al 20 luglio 1980 è stato direttore

Dott. Canio Maria Glinni veniva riconosciuto con il titolo di Cavaliere come ispiratore di una enorme quantità di progetti realizzati nel trentennio tra gli anni 50 e 80 che hanno modificato geografia ed economia dell’intero meridione di Italia i cui benefici ancora oggi sono al centro del dibattito politico

CON LA SQUISITA E FATTIVA COLLABORAZIONE DEL FIGLIO AVVOCATO CARLO GLINNI NEL 45º ANNIVERSARIO DELLA MORTE RICORDIAMO LA FIGURA DI CANIO MARIA GLINNI 

Sono  45 gli anni che sono trascorsi dal giorno che vide Canio Maria Glinni abbandonare questo mondo

Dottore CANIO MARIA GLINNI

Quarantacinque lunghissimi anni che hanno visto il mondo trasformarsi in maniera profonda, radicale.

Sono iniziate e finite guerre, sorti nuovi imperi economici, caduti equilibri che fino ad allora, era l’anno 1980, sembravano destinati a non cambiare mai.

La caduta dell’Unione Sovietica, l’avvento dell’informatizzazione, la globalizzazione dei mercati, il sorgere della potenza cinese, l’avanzata del BRICS nello scacchiere globale, l’imponente emigrazione dai paesi africani che sta stravolgendo l’assetto economico europeo, e ammettiamolo senza ipocrisia, il declino dell’Europa come riferimento economico e sociale.

Dottore CANIO MARIA GLINNI

In tutto questo cataclisma di eventi la Basilicata è rimasta indifferente, isolata in una specie di purgatorio che sembra escluderla dai grandi eventi della storia, vecchia storia anche questa, una specie di

“fenomeno socio-economico”

sul quale hanno riflettuto grandi menti, come Giustino Fortunato o Carlo Levi

Eppure, per un periodo che parte dalla fine degli anni ’50 dello scorso secolo, fino a circa il 1980, come in una specie di favola moderna, questa bellissima e dimenticata regione si era risvegliata, sono gli anni nei quali furono realizzati i più imponenti interventi nel settore idrico, settore strategico e basilare per promuovere una qualsiasi programma di sviluppo,

sono gli anni nei quali operò Canio Glinni
Dottore CANIO MARIA GLINNI

Non è retorica, sono atti concreti, fatti  e realizzati importanti interventi, come concreto, lungimirante, efficiente e intelligente fu Canio Maria Glinni, direttore per trent’anni dell’Ente Irrigazione, l’ente statale preposto all’epoca per questa impresa quasi impossibile, trasformare la Basilicata in una terra produttiva

Furono realizzati nel corso di quegli anni, i grandi schemi idrici, come il complesso Basento~Bradano~Ofanto, la diga di Monte Cotugno, la diga del Pertusillo, tutte opere strategiche che, se oggi funzionassero come nelle previsioni gestionali per le quali sono state costruite, avrebbero risolto per sempre il problema idrico in Basilicata, garantendo acqua alla propria popolazione per gli scopi irrigui e idropotabili
Diga di Monte Cotugno
Sul fiume Sinni in agro di Senise, fu costruita tra maggio ’72 e marzo ’83

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Diga di Pertusillo (Potenza)
Uno spettacolare esempio di diga ad arco-gravità (lo stesso tipo della famosa diga di Hoover, in USA), nel panorama della valle dell’Agri

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DIGA DI PONTE FONTANELLE ~ CAMASTRA

🔹Cosa è successo?

perché non ostante ci sia la possibilità concreta di affrancarsi da questo storico problema, il problema si ripresenta sempre, puntuale
Non c’è abbastanza acqua perché Madre Natura non ce la da?

NO! non nascondiamoci dietro un dito

Il problema è solo di incapacità gestionale

L’acqua ci sarebbe, raccolta dei grandi bacini realizzati, ma o questi vengono gestiti con “leggerezza” oppure non si è riusciti ancora a terminarli così come sono stati ideati e realizzati da Canio Glinni 

Parliamo del complesso Basento Bradano Ofanto, tre bacini idraulici interconnessi

L’idea fu di Canio Glinni, creare una interconnessione tra il bacino del Basento, all’altezza della diga della Camastra, con il bacino dell’Alto Bradano, dove a tale scopo fu realizzata la diga di Acerenza, e poi quella più valliva della diga di Genzano.

Per dare compimento a quest’opera è stata realizzata la Traversa di Trivigno e una galleria idraulica lunga 11 km che arriva fino alla diga di Acerenza

Il principio è semplice: colleghiamo tra di loro tre bacini idrografici e prendiamo l’acqua volta per volta dove c’è!

Accumuliamola in tre bacini ed il gioco è fatto, la riserva che si genera è sufficiente per garantire l’acqua anche nei peggiori periodi di siccità

Non è una sviolinata, ma vi assicuro, all’epoca della sua costruzione venne considerato un lavoro molto ardito, opere che solo menti brillanti e in anticipo sui tempi potevano concepire

Praticamente oggi con Avvocato Carlo Francesco Glinni, dopo lunga discussione ed analisi, con il sottoscritto, considerato memoria storica e cultore della materia, con amarezza, fondata su reali dati di fatto, possiamo affermare che se fosse stato portato a compimento, il problema dello approvvigionamento idrico in Basilicata sarebbe un problema lasciato alla storia…. ma no!

PURTROPPO PRENDIAMO ATTO 
con la scomparsa di Canio Maria Glinni tutto si è fermato 45 anni fa 
Dottore CANIO MARIA GLINNI
La Basilicata è tornata a dormire come in una favola con un finale amaro
Sono passati cinquanta anni, il mondo è cambiato, sono sorti nuovi imperi, nuove città, tecnologie impensabili all’epoca, ma la Basilicata è stata indifferente, si è semplicemente addormentata

Come scriveva Canio Glinni

“L’acqua è un formidabile fattore di movimento e di vita. È il movimento delle acque che da il significato ed il senso del moto e quindi del progresso e della vita attiva. Osservate lo stato di stasi che esiste nelle nostre contrade durante i mesi estivi: si direbbe che la vita è ferma.
Riprendendo una osservazione di uno studioso secondo la quale o esiste il moto o la quiete, potremmo dire che la quiete si lega soprattutto a quelle zone ove l’elemento vivificatore, l’acqua, è carente ed insufficiente, mentre il moto lo troviamo dove ove questo elemento indispensabile alla vita è copioso ed abbondante”

Aveva ragione, il problema lo aveva risolto, è risolto, ma allora cosa è successo?

#sapevatelo2025

 

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