La rubrica di oggi cade in una data, per noi Occidentali, fondamentale. Si celebra l’anniversario della presa della Bastiglia (1789) e della Rivoluzione francese. Nel celebre motto Liberté, Egalité e Fraternité è racchiuso un rinnovamento culturale e sociale che coinvolse numerose nazioni, come la stessa Italia. Entriamo nel vivo di questa data con le parole di una grande donna, Olympe de Gouges, colei che riscrisse la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino al femminile. Nelle sue dichiarazioni tanta attualità e necessità per una seria riflessione: “Le madri, le figlie, le sorelle, rappresentanti della nazione, chiedono di potersi costituire in Assemblea nazionale. Considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti della donna sono le cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi, hanno deciso di esporre, in una Dichiarazione solenne, i diritti naturali, inalienabili e sacri della donna, affinché questa dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi loro senza sosta i loro diritti e i loro doveri, affinché gli atti del potere delle donne e quelli del potere degli uomini, potendo essere paragonati ad ogni istante con gli scopi di ogni istituzione politica, siano più rispettati, affinché le proteste dei cittadini, fondate ormai su principi semplici e incontestabili, si rivolgano sempre al mantenimento della Costituzione, dei buoni costumi, e alla felicità di tutti. In conseguenza, il sesso superiore sia in bellezza che in coraggio, nelle sofferenze della maternità, riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’essere supremo, i seguenti Diritti della Donna e della Cittadina”. Echi di una eguale rivendicazione dei diritti e della cultura illuminista si espansero ovunque. Siamo nel 1799 con la Rivoluzione napoletana. Non posso non richiamare l’eco della Libertà e fare memoria anche delle donne lucane che vi parteciparono. La comunità di Picerno assorbì e aderì pienamente ai principi rivoluzionari tanto che lo storico Cuoco nel Saggio sulla rivoluzione napoletana la richiama come coprotagonista di quegli eventi (l’eroica resistenza dei repubblicani di Picerno contro i Sanfedisti del cardinale Ruffo) e capofila di altri comuni (come Avigliano, Muro Lucano, San Fele, Tito, etc.), oltre al contributo protorisorgimentale. Tornando ad una pagina di storia di Giustino Fortunato si legge che “Furono ben 70 i patrioti morti a Picerno nella difesa della Repubblica solo il 10 maggio 1799”, sottolineando il valore delle donne durante la resistenza: “parecchie donne, vestite come uomini, combatterono a fianco dei mariti e dei fratelli, ingannando il nemico meno dalle mutate vesti che per valore (…)”. Riportiamo i nominativi delle 19 donne patriote: Angela Cappiello, Stefania Caivano, Lavinia Caivano, Angela D’Antonio, Rosa Vazza, Domenica Russiello, Domenica Bove, Brigitta D’Aquino, Maria Gioiosa, Rosa Potenza, Carmelina Potenza, Giuseppa Pasquale, Angela Russillo, Laura Capece, Caterina Decanio, Brigida Colletta, Rosa Sapienza, Rosa Cataldo e Rosa Tommasillo. A questi combattenti per la libertà si aggiungono anche Rachele Cassano di Montalbano Jonico, Francesca De Carolis Cafarelli di Tito, Giulia Santoro di San Chirico Nuovo. Siamo riconoscenti a quelle amministrazioni che negli anni hanno promosso eventi per ricordare maggio 1799 tra giornate di studio e spettacoli, comprese le rappresentazioni teatrali come “U’zivl e la rivoluzione” di Ulderico Pesce. In una rubrica di due anni fa dedicata ai Comuni (cfr Ricostruire comuni-Tà. 131 Agorà dialoganti e in rete, Bré ed.), nel richiamare le donne picernesi, feci un appello al sindaco di allora affinché dedicasse, nei modi e nelle forme alla comunità più congeniali, una particolare commemorazione per riflettere sulle donne della rivoluzione e a partire da loro promuovere iniziative per favorire un’autentica cultura dell’alterità. Un appello che ripropongo all’attuale Sindaca, Margherita Scavone, eletta dalla comunità lo scorso anno ma già consigliera di minoranza nei cinque anni precedenti. La ringrazio per il solerte feedback. Ci siamo sentite telefonicamente e mi ha parlato delle attività promosse, in sinergia con la scuola, a maggio scorso con l’intento di ridare lustro alle cittadine rivoluzionarie. La Sindaca, giovane mamma di Niccolò, può ben aggiungersi alle donne rivoluzionarie per la sua tenacia e grinta, e con lei l’intera Giunta comunale quasi tutta al femminile, fatta eccezione dei tre maschi presenti. “Per me è stata una bella vittoria – dice –, orgogliosa di essere stata voluta dalla comunità”. Margherita Scavone è la seconda donna sindaco di Picerno, dopo Valeria Russillo (eletta nel 2009). Come donna non ha mai subito forme di discriminazioni “certo noi dobbiamo combattere un po’ di più – afferma – per dimostrare quanto valiamo ma poi veniamo riconosciute”. La sindaca trova il suo spazio sia nell’ambiente familiare che lavorativo. Farmacista per dodici anni, attualmente ha optato per l’aspettativa per dedicarsi totalmente al servizio della comunità. Nella famiglia poi la scelta è stata condivisa con il marito Antonio “abbiamo fatto una lunga chiacchierata per decidere insieme – racconta – e mi ha supportata e continua a sostenermi”. Margherita Scavone afferma di sentirsi “combattiva, guerriera, e non mi arrendo mai, almeno ce la metto tutta per raggiungere gli obiettivi”, e alla domanda sul sogno nel cassetto da amministratrice mi risponde “Vogliamo continuare la valorizzazione di questo percorso storico-culturale al femminile – dice – e in particolar modo consegnare alla cittadinanza qualcosa di concreto e di utile anche per le generazioni future, come ad es. un Palazzetto polifunzionale, un centro aggregativo e prevalentemente sportivo”. E magari, propongo alla Sindaca, si potrebbe intitolare alle donne picernesi della Rivoluzione, ad indicare come la donna è coprotagonista della crescita delle rispettive comunità, così come scriveva la già citata Olympe de Gouges: “…Risali agli animali, consulta gli elementi, studia i vegetali (…). Cerca, scava e distingui, se puoi, i due sessi nell’amministrazione della natura. Ovunque, li troverai confusi, ovunque essi cooperano in armonioso insieme a questo capolavoro immortale!”.
Maria De Carlo

