Un ritorno significativo per il territorio, cornice di una competizione mondiale di tiro con l’arco

Si è appena conclusa la Festa Mondiale dell’Arcieria Storica e Tradizionale, European Traditional Open 2025 (ETO), un evento internazionale che ha coinvolto i comuni di San Paolo Albanese, Alessandria del Carretto e Terranova del Pollino, comune che ha ospitato la giornata conclusiva con la premiazione dei vincitori. Cento i partecipanti provenienti da tutto il mondo in una gara competitiva ed avvincente. Questa edizione ha rappresentato un’occasione importante di valorizzazione per i territori coinvolti , resa possibile grazie al sostegno della Regione Basilicata, Di- partimento Ambiente, energia e tutela del territorio, e del GAL “La Cittadella del Sapere”, con il patrocinio gratuito dell’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata (APT) e del Parco Nazionale del Pollino, nonché con il sostegno economico del Fondo Etico della BCC Basilicata. «Eventi di questo genere -spiega il sindaco di Terranova del Pollino, Franco Mazzia- da un lato rappresentano un forte stimolo attrattivo per ogni paese, capace di influenzare positivamente l’intera economia locale, dagli alberghi ai ristoranti fino ai piccoli artigiani; dall’altra parte, esercitano un impatto evidente sulla vita dei cittadini e sull’ecosistema ambientale in cui si svolgono. Una cosa è sicura: ottimizzare la gestione degli eventi locali, garantendo la soddisfazione di visitatori e partecipanti, insieme al benessere delle comunità e dei contesti ambientali e culturali, è un obbligo che si allinea con le nuove necessità di sostenibilità in tutti gli aspetti della vita e dell’economia. La manifestazione è stata organizzata nel Parco Nazionale del Pollino creando un connubio unico tra l’esperienza dell’evento e la scoperta del patrimonio paesaggistico, senza trascura- re l’aspetto mediatico che ne è derivato. Il senso di appartenenza e orgoglio, tipico delle nostre genti, ha fatto il resto stimolando la condivisione, la partecipazione e l’interazione». Una vetrina dunque importante per tutta la comunità e per il suo vasto territorio. «Il Parco Nazionale del Pollino rappresenta una meta perfetta per coloro che desiderano una vacanza all’insegna dell’attività all’aperto, offrendo escursioni, attività familiari e viste spettacolari -ha sottolineato il primo cittadino- . L’esigenza di effettuare attività all’aria aperta guadagna sempre più favore in tutte le sue varianti e in ogni situazione in cui essa può avere luogo. Le zone che caratterizzano il nostro territorio sono le più adatte a sostenere attività sportive e di fruizione sostenibile, benessere nei boschi e attività compatibili con la fondamentale missione di conservazione e tutela della biodiversità. I nostri patrimoni montani, con la loro diversità di ecosistemi, costituiscono un’area selvaggia straordinaria da esplorare: un posto composto da numerosi luoghi, che combina la natura incontaminata con ambienti colmi di storia, cultura e tradizioni popolari. Tra i parchi lucani, la diversa morfologia del Pollino con le sue cime dolomitiche, le folte foreste e i canyon mozzafiato, modellati da corsi d’acqua impetuosi, offre agli amanti del turismo e delle attività all’aperto esperienze uniche e indimenticabili come trekking e rafting, torrentismo e canyoning, scalata e free climbing, mountain bike e turismo a cavallo. Tutto questo è completamente a disposizione degli ospiti». «Questo è stato un festival non nazionale ma mondiale dell’arcieria tradizionale -aggiunge Luigi Todaro, consigliere con delega allo sport, cultura e foreste-. Un’opportunità che come amministrazione abbiamo subito colto perché abbiamo ritenuto che la stessa sarebbe stata un volano straordinario per il nostro territorio. Oltre agli enti che hanno sostenuto l’iniziativa è doveroso ringrazia- re tutti coloro i quali han- no dato un supporto significativo, come il Consorzio Forestale, la Diocesi, le Forze dell’Ordine, ma un riconoscimento anche a tutte le persone che hanno dato un aiuto importante proprio in termini lavorativi. È grazie a tutti loro che questo tipo di manifestazioni si è svolta nel migliore dei modi. La gara ha preso il via nello scenario del Santuario della Pietà, un luogo che si presta molto bene a questo tipo di sport che è considerato green per il suo bassissimo, se non nullo, impatto sul territorio. Un’esperienza per gli arcieri davvero importante, in uno scenario incredibile , all’interno di quelle che vengono considerate essere aree interne, marginali, che possono trovare in questo tipo di sport davvero una delle possibilità per sviluppare anche un ritorno economico per il territorio». Sulle peculiarità di questo sport e le caratteristiche della gara, abbiamo parlato con un tecnico Karman di tiro con l’arco, Stan Gina Florentina, Presidente della scuola arcieristica Karman e organizzatrice dell’iniziativa: «Quello che cerchiamo di trasmettere anche a chi viene a guardare da fuori questo sport è il legame che si crea tra gli arcieri e la disciplina sportiva e con la natura che ci circonda. Cerchiamo di far si che la pratica sportiva diventi un’esperienza di vita oltre che una competizione, aspetti che si uniscono e che diventano indissolubili. Inoltre portiamo avanti già da diversi anni una nuova metodologia formativa in questo settore, nel settore karman, che insegna agli atleti proprio l’educazione attraverso lo sport, quindi l’avere cura di se stessi, il conoscere le proprie emozioni e l’imparare a controllarle, a dominarle, a comprenderle attraverso la pratica del tiro con l’arco, perché è una disciplina che tira fuori le nostre emozioni». «Sono davvero orgogliosa -ha aggiunto l’organizzatrice- della presenza di un numero alto di partecipanti che sono arrivati da tutte le parti del mondo. Parliamo di tre continenti, Oceania, Asia ed Europa, e di nazioni come Portogallo, Germania, Austria. La gara è stata caratterizzata da 24 postazioni, denominate piazzole di tiro, all’interno delle quali era presente un gruppo di sei atleti. I partecipanti sono stati suddivisi sulla base della propria categoria di arco, questo per rendere la competizione più sentita. È stata una gara sicuramente complicata, che ha messo a dura prova le abilità di ogni arciere».

ANNA TAMMARIELLO

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