L’abbiamo detto mille volte e lo ripeteremo altre mille fino a non stancarci mai e poi mai che la Basilicata d’antico dovrebbe possedere soltanto la sua vigorosa bellezza e per il resto le sue ambizioni dovrebbe tutte quante misurarle sulla lunghezza dell’innovazione tecnologica, anche per mettere fine, una buona volta per tutte, ai disastri del levismo e delle sue elucubrazioni antropologiche piene di pregiudizi. Ora dopo la figuraccia rimediata con l’assenza, quasi unica, di Data center e manco a farlo apposta di nuovo, il Crif multinazionale bolognese che si occupa di credito, ma che non disdegna affatto di posare il suo interesse statistico su altri settori strategici ha pubblicato sulla piattaforma di marketing d’intelligence Margò, la mappa aggiornata delle aziende italiane che offrono servizi di sicurezza informatica e tecnologica dalle temibili incursioni dei pirati e soprattutto dal rischio d’esposizione dei dati in quella terra di nessuno che è il Dark web ed in cui, guarda caso, si vede la povera Basilicata piazzarsi ingloriosamente al penultimo posto d’Italia con un misero 0,7%, rispetto alle presenze d’altre Regioni. Canta Flasch:“Watch me. You’re cybersecurity. Move fast…”
