Si dice spesso e volentieri che tutto il mondo è paese ed invece sbircia qua e sbircia là ci si accorge sempre di più che le cose sono davvero molto diverse da come le si immagina, rinchiusi come siamo nel nostro piccolo mondo antico, tanto per richiamare un fortunato romanzo di Antonio Fogazzaro. Ora prendete ad esempio la possibilità di far bene alla cultura, magari proprio con l’Art Bonus, misura nata nel lontanissimo 2014, ma ancor più di ieri utilissima a sollecitare il mecenatismo privato d’imprese, fondazioni e cittadini, grazie peraltro ad un credito d’imposta pari al 65% e chiedetevi come mai in Italia le donazioni galoppano a velocità diverse, almeno secondo i dati raccolti da Ales, l’ente che gestisce il bonus per conto del Ministero della Cultura ed in cui è saltato fuori che in Lombardia, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e così via ci sia gente profondamente innamorata dell’arte e delle sue magnifiche seduzioni di bellezza mentre mecenati d’ogni tipo scarseggiano in Calabria e Molise e non se ne vedono affatto, guarda caso, proprio nella splendida e bisognosa Basilicata che pure raggiunge il penultimo ed inglorioso posto per importo di donazioni (0,02). Canta Smarty:“Farlo per l’arte…”

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