Non vogliamo certo fare le veci del presidente di Confindustria Somma che però si dovrebbe pure svegliare per difendere l’onore delle imprese lucane, sempre più accartocciate dai costi esorbitanti dell’energia elettrica e finanche del gas, ma è davvero una beffa terribile che la regione d’Italia più dotata d’idrocarburi, tanto da coprire il 6% del fabbisogno nazionale e col surplus delle fonti rinnovabili, peraltro incentivate dalla solita politica intrallazzista, abbia sul groppone 42.620 famiglie in povertà energetica, oltre a bollette da vero salasso che infieriscono sulla voglia di competitività imprenditoriale. Ora non vogliamo piegarci al federalismo di Calderoli divisivo e leghista come nemmeno farci abbindolare dagli allarmismi d’una sinistra antimoderna e centralista, ma quello che il governatore Bardi va ripetendo da tempo sulla valorizzazione e messa comunitaria di petrolio, gas e acqua ha le sue buone ragioni anche nella battaglia rivendicativa del federalismo, atteso che perfino nelle regioni più retrograde di Libia, Angola, Algeria, Egitto, Qatar l’elettricità si paga una sciocchezza a differenza dell’Italia e diremmo noi della nostra povera Basilicata. Canta Zenra:“Salassi immensi…”            

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