«Avevamo espresso forti perplessità già a marzo», dichiara il segretario generale della Fit Cisl Basilicata, Sebastiano Colucci, commentando la sentenza del Tribunale amministrativo regionale che annulla l’assegnazione del trasporto pubblico urbano di Matera alla società Dover di Veccaro Cosimo Srl, seconda classificata nella graduatoria della gara bandita dalla Regione Basilicata. Secondo quanto evidenziato dal sindacato, la decisione della Stazione unica appaltante di assegnare il lotto 5 alla Dover risulterebbe in contrasto con i principi del codice degli appalti, che prevedono l’aggiudicazione all’«offerta economicamente più vantaggiosa». In effetti, la società Miccolis spa, prima classificata sia per l’offerta tecnica che per quella economica, era stata esclusa per clausole che il Tar ha ora giudicato illegittime. La vicenda affonda le sue radici nella primavera del 2024, quando la Giunta regionale aveva deliberato il ritiro della gara per procedere a una riformulazione del bando, sulla base di una mozione approvata dal Consiglio regionale. Tuttavia, il mancato recepimento da parte degli uffici regionali ha portato all’assenza di partecipanti per tre dei cinque lotti messi a gara, segno – secondo la Fit Cisl – di una procedura mal progettata. «La gara deserta e ora l’annullamento dell’unico affidamento dimostrano ciò che denunciamo da anni: serve un bacino unico e la partecipazione di soggetti industriali solidi, che garantiscano qualità del servizio e tutela dei lavoratori», prosegue Colucci. Il segretario sindacale punta il dito contro la gestione dell’ufficio infrastrutture regionale e il suo dirigente, ricordando altri casi di gare fallimentari, tra cui quella nota come “34 Octies”, annullata per un errore materiale sul personale. «Un’occasione persa che avrebbe garantito risparmi milionari alla Regione», sottolinea. Ora la speranza della Fit Cisl è che l’assessorato e gli uffici competenti mettano fine a una lunga stagione di errori: «È necessario avviare una nuova gara, finalmente chiara, competitiva e rispettosa delle normative europee. Ma soprattutto – conclude Colucci – è tempo che la politica ascolti i lavoratori e non lasci il trasporto pubblico lucano in balìa dell’improvvisazione».

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