La rete sismica urbana di Potenza, i suoi elementi centrali, il monitoraggio, l’innova- zione e la sicurezza sono stati al centro di una lunga giornata di studio e approfondimento ieri mattina nella sala Conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza nell’ambito di un convegno promosso dal Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo in collaborazione con la Regione Basilicata, il Comune di Potenza, la Provincia di Potenza, Confedilizia, Ordine dei Geologi di Basilicata e Società Italiana di Geologia Ambientale Basilicata. Hanno preso parte alla tavola rotonda il Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, in video conferenza l’Assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, la consigliera comunale di Potenza, Giovanna Rizzo, Nunzio Oriolo, in rappresentanza dell’Ordine dei Geologi di Potenza, Enrico Spera, responsabile edilizia e patrimonio della Provincia di Potenza, Pino Brindisi, responsabile della Protezione Civile di Potenza, Gianni Di Bello, responsabile regionale della Protezione Civile, Maria Rosaria Garripoli dell’Istituto di Metodologia per l’Analisi Ambientale del CNR-IMAA, Rodolfo Console del Centro di Geomorfologia Integrata, Domenico Patanè dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Felice Carlo Ponzo dell’Unibas e Carlo Terranova del CGIAM. La tavola rotonda moderata da Mi- chele Greco Presidente del Consiglio Tecnico Scientifico del CGIAM si è aperta con i saluti istituzionali del direttore del Polo Bibliotecario di Potenza, Luigi Catalani. Il convegno è stato svolto nell’ambito di manifestazioni di più ampio respiro nel quadro degli studi e delle soluzioni metodologiche condotte e applicate dal CGIAM tesa alla mitigazione del rischio sismico e del Centro sotto la guida di Maurizio Leggieri, dopo il sisma del 1980 che ha devastato Basilicata e Irpinia. La rete sismica una volta rafforzata potrebbe permettere di sviluppare una mappatura attenta e dettagliata del rischio sismico del territorio fornendo dati fondamentali sulla gestione dell’emergenza, la pianificazione urbana e gli interventi di messa in sicurezza, implementando nel contempo la consapevolezza per la popolazione dei reali fattori di rischio. Domenico Patanè ha parlato della rete sismica a Potenza: «Anche l’iniziativa portata avanti dal CGIAM per quanto riguarda lo sviluppo dell’osservatorio sismico urbano è molto importante. Ultimamente negli ultimi anni a partire, diciamo dal 2020 si è cominciato nelle città a sviluppare questi osservatori per una mitigazione del rischio sismico in area urbana. Visto che il nostro patrimonio edilizio è molto datato e la maggior parte di questo rientra in un periodo di costruzione pre normativa è opportuno intervenire praticamente nel futuro in maniera corretta. Potenza ha sofferto il terremoto del 1980 con dei danneggiamenti, poi nel 1990 con una magnitudo inferiore ha fatto rilevare che questa zona è una zona nell’era a maggior rischio sismico in Italia. È importante che dopo il 1980 si siano fatti degli interventi di miglioramento degli edifici, però sono tutti pre normativa sismica del Lndg del 2018 che ha portato a dei significativi miglioramenti in quelle che sono le nuove costruzioni. Quindi anche su questi miglioramenti effettuati, bisogna svolgere ulteriori controlli e una rete sismica all’interno della città consente innanzitutto a capire quali zone del territorio urbano possono essere soggette a maggiori amplificazioni anche perché in questa città c’è una varietà di affioramenti geologici diversi che possono amplificare anche in maniera anche diversificata, quella che è la sollecitazioni degli edifici, quindi permettono di avere mappe di scuotimento in caso di terremoto anche di piccola magnitudo possono servire praticamente ad indirizzare la Protezione Civile in caso di intervento necessario. Sono tanti gli obbiettivi. La rete urbana? Diciamo la filosofia è abbastanza analoga. All’interno del- l’INGV il mio gruppo è l’unico che si sta occupando di questi aspetti e dello sviluppo degli osservatori sismici urbani. L’abbiamo realizzato per primo a Catania, abbiamo in atto quello di Messina da realizzare, a Ragusa, abbiamo lavorato sui Campi Flegrei dove i Campi Flegrei come è or- mai risaputo da diversi anni soffrono di eventi sismici anche se non di grande magnitudo molto frequente che possono generare anche danneggiamenti nell’edificato urbano che è un edificato diciamo abbastanza non in buone condizioni. Ma questo vale anche per le scuole, le scuole in Italia soffrono di questo problema, il 70-80% ancora non è adeguato sismicamente. Dove vanno i nostri figli ritengo sia importante intervenire in maniera immediata. Se ne parla tanto ma si fa troppo poco». Rodolfo Console ha parlato del progetto: «Il progetto è indirizzato su due obbiettivi, uno io lo chiamo sismologia ingegneristica ovvero a studiare qual’è il tipo di movimento del suolo nei vari siti evidenti dalla struttura del suolo nell’ultima parte della superficie, negli ultimi dieci o venti metri, quindi si tratta di studiare la pericolosità di ogni sito, di ogni punto. C’è bisogno di una rete per fare un discorso di mappatura di tutte queste cose. Il secondo obbiettivo dello studio io lo chiamo di ingegneria sismica, notate il rovescio delle parole. Significa lo studio di come rispondono le strutture al terremoto. Quindi io ho parlato prima dell’input, poi dell’output con espressioni diverse ma con l’altra strumentazione, si studiano entrambi i fatti».

Francesco Menonna

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