Il Presidente Conte ha detto ultimamente che la stagione dell’uno vale uno è stato un errore da non più ripetere. Chissà se quando si riferiva a detto errore avrà tenuto in considerazione anche alla scelta di Giordano quale candidato sindaco della lista che ha vinto le elezioni nel Comune di Vietri di Potenza. Non avremo mai una risposta a questo interrogativo ma siamo certi che a sancire in Nome del Popolo italiano l’inettitudine alla gestione del sindaco-Presidente della Provincia è stato per l’ennesima volta il Tribunale Amministrativo Regionale della Basilicata
L’APPALTO NULLO
Come nella migliore tradizione della pessima amministrazione, pietra dello scandalo è un capitolato d’appalto. Nel caso di specie l’amministrazione comunale di Vietri aveva scritto un capitolato che prevedeva tra le cause di esclusione anche quella di non avere contenziosi in corso né con l’amministrazione di Vietri né con altre. A seguito di una segnalazione da parte di un’impresa che avrebbe voluto partecipare alla gara ma, aveva vari contenziosi in corso con altre amministrazioni diversa da quella del comune melandrino, il Comune a guida pentastellata aveva previsto in autotutela l’annullamento di detta clausola. Siccome, come sempre diciamo, il diavolo si nasconde nei dettagli il Comune nel prevedere questo annullamento ave- va dimenticato, non sappiamo quanto volutamente, di prevedere un termine nuovo per poter partecipare alla sopralluogo e per chiedere chiarimenti relativamente al capitolato d’appalto. L’impresa che avrebbe voluto partecipare alla gara e che si trovava in situazione di contenzioso con altre amministrazioni diverse da quella del della stazione appaltante aveva a questo punto chiesto di fissare un termine diverso per il sopralluogo. Sopralluogo che era ritenuto obbligatorio per poter partecipare alla gara. A diniego dell’amministrazione di stabilire una data per questo sopralluogo seguiva il ricorso al tribunale amministrativo regionale da parte dell’impresa esclusa
LE MOTIVAZIONI DEL TAR
Il Tribunale Amministrativo Regionale, nell’annullare la gara d’appalto, compiva un vero e proprio trattato di buona amministrazione. Evidentemente il Sindaco Giordano deve iniziare a studiare. In pratica il Tar chiariva che le uniche clausole obbligatorie di esclusione sono quelle previste al- l’interno del codice degli appalti. L’amministrazione può prevedere clausole di esclusione diverse ma tra di esse non può esserci per manifesta illogicità quel- la che prevede l’esclusione per chiunque abbia contenziosi con la Pubblica Amministrazione potendosi escludere soltanto le imprese che abbiano segnalazioni per inadempimenti o per gravi illeciti professionali non anche quelle che, avendo contenziosi in corso, sono an- cora nelle condizioni di dimostrare un loro corretto adempimento delle obbligazioni assunte. Annullata la clausola per- ché contraria alla norma, specifica il Tar, vista l’obbligatorietà del sopralluogo era necessario prevedere un’altra data posteriore per consentire all’impresa di effettuare il sopralluogo obbligatorio. Da qui la condanna al Comune di Vietri
UNO NON VALE UNO
È evidente a tutti che l’errore di immaginare che chiunque, anche privo di ogni esperienza politica e guidato esclusivamente da ambizione personale, potesse fare il sindaco è stato un errore che ha prodotto effetti disastrosi. Se a questo errore che ha causato la vittoria di Giordano alle elezioni comunali di Vietri, si aggiunge anche l’errore di quella parre di Pd che ha voluto che lo stesso fosse Presidente della Provincia, se alla cattiva gestione degli appalti si aggiunge anche la leggera gestione delle graduatorie concorsuali, se a questo si aggiunge anche la incapacità di affrontare questioni importanti come quella dei la- voratori della partecipata della Provincia, possiamo dire senza timore di smentita che il fallimento di queste scelte è stato totale, assoluto, irrecuperabile. Conte si è accorto con molto ritardo che uno non vale uno, i cittadini di Vi- etri di Potenza e della Provincia stanno subendo da troppo tempo di errori causati da una strategia che anziché premiare il merito ha favorito il de- merito e il populismo.
Di Massimo Dellapenna
